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Amburgo, 26 mar – Alla fine il latitante Pugdemont è stato fermato. Il leader indipendentista catalano è stato arrestato in Germania, in un autogrill sull’autostrada nella regione dello Schleswig-Holstein, poco lontano da Amburgo. Carles Puigdemont pare stesse cercando di tornare in Belgio dalla Finlandia in macchina, dopo che il Tribunale supremo spagnolo aveva deciso di riattivare l’ordine di arresto europeo a suo carico che era stato sospeso qualche mese fa. La Spagna ne ha chiesto l’estradizione.
Puigdemont era in fuga dagli oltre 30 anni di carcere previsti dalla legge spagnola per le accuse a suo carico. I magistrati spagnoli, infatti, lo scorso venerdì avevano emesso un mandato di cattura europeo, con l’accusa di ribellione violenta, malversazioni di fondi pubblici e disobbedienza. La legislazione belga in materia di estradizione è tra le più flessibili d’Europa, per questo Puigdemont e i suoi legali avrebbero voluto subire il processo lì. Ma i tedeschi sono arrivati per tempo e la corsa del leader catalano è stata fermata.
Dopo averlo fermato, la polizia tedesca ha portato Puigdemont nella prigione di Neumunster, e una decisione sulla durata della custodia in carcere dell’ex presidente regionale durante il procedimento per l’estradizione arriverà “con una certa probabilità” solo nella giornata di oggi. Almeno così ha riferito il vice procuratore generale dello Schleswig-Holstein Ralph Dopper, sottolineando che “siamo all’inizio dell’esame”. Ai tedeschi il compito di decidere se detenere in carcere Puigdemont o lasciarlo libero con alcune misure cautelari in attesa del pronunciamento in fatto di estradizione.
I giudici potrebbero pronunciarsi in tempi molto brevi. Entro una decina di giorni, se l’imputato non oppone resistenza. In caso contrario il pronunciamento dei giudici sull’estradizione, secondo la legge tedesca, deve avvenire entro un massimo di due mesi.
La fuga di Puigdemont è durata poco più di quattro mesi, e a segnalare ai servizi tedeschi la possibile presenza in Germania del leader catalano è stata l’intelligence spagnola, proprio mentre a Barcellona il Parlamento catalano tentava invano di eleggere alla presidenza della Generalitat l’indipendentista Jordi Turull, che è stato rinchiuso nuovamente in prigione.
In seguito alla diffusione della notizia dell’arresto di Puigdemont gli indipendentisti catalani hanno dato il via a una serie di manifestazioni violente di protesta e blocchi del traffico in quattro autostrade catalane. A Barcellona, Girona e in molte altre zone di Catalogna si sono verificati pesanti scontri con la polizia e almeno 87 persone sono rimaste ferite, alcune della quali erano agenti di polizia. I manifestanti, infatti, hanno lanciato oggetti, incendiato cassonetti e alzato barricate improvvisate contro le forze dell’ordine. Almeno 4 manifestati sono stati arrestati mentre cercavano con la forza di avvicinarsi alla sede della rappresentanza del governo di Madrid.
Anna Pedri
 
 
 



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3 Commenti

  1. finisce nel più squallido dei modi l’ambizione politica e il desiderio di passare alla Storia del povero Pokemon… pardon Puidgemont

  2. La galera è il posto di questo pupazzo di Soros che ha abusato delle autorità a lui date dalla costituzione spagnola per fare un colpo di stato.E’ noto che Soros ha finanziato il movimento indipendentista catalano per disgregare lo stato spagnolo e avere piccoli staterelli facilmente dominabili che non contano nulla.

  3. La stessa fine di Puidgemond dovrebbero farla gli italici indipendentisti.
    Della Spagna non me ne frega nulla.

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