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Trieste, 26 mar- L’aeroporto di Trieste, proprietà della regione Friuli Venezia Giulia, è stato appena rinnovato e potenziato e potrebbe essere venduto a privati. Il finanziamento pubblico dell’opera è di 14,2 milioni di euro. I lavori di ristrutturazione del complesso partono a inizio 2017 e, nell’estate dello stesso anno, Debora Serracchiani, presidente della Regione aveva assicurato:”Non vogliamo privatizzare, cerchiamo gli alleati giusti”. Intanto, l’area ha già assunto il nome internazionale di Trieste airport, il traffico cresce, il rimodernamento prosegue e trapelano voci riguardo una possibile privatizzazione.
Fino alla conferma di giovedì scorso. Sulle pagine del Piccolo – quotidiano di Trieste – Antonio Marano, presidente della struttura, definisce “fondamentale” il cedimento. L’asserzione non ricorda le privatizzazioni “necessarie” degli anni ’90, che svendettero il nostro patrimonio pubblico? Enel, Ferrovie, Italgel, Telecom Italia, Eni. Ancora: Società autostrade, Banca commerciale italiana, Credito italiano e Banca nazionale del lavoro. Il piano, dunque, è vendere il 45 per cento a un unico investitore, con opzione di acquisto di un ulteriore 10. E pensare che si tratta di un lavoro colossale, grazie al quale la Regione si sarebbe potuta cucire addosso giusti meriti. L’opera è ripartita in due lotti. Il primo ha previsto la costruzione di una fermata ferroviaria (doppio binario, con direzioni Trieste e Venezia), un grande parcheggio a più piani, una modernissima passerella pedonale e un’autostazione. Il secondo, invece, ha visto il completamento dei particolari, con cura capillare.
Trieste airport fa sapere: “Si apre ai mercati internazionali”. Tradotto: si vende ai mercanti mondiali. Fra i potenziali compratori stranieri, infatti, si parla di Fraport (acquirente di 14 scali, si pensi un po’, in Grecia), Aéroports de Paris e degli gli asiatici di Everbrigh e Hna. Le indiscrezioni italiane, invece, indicano la famiglia Benetton, che controlla Aeroporti di Roma, Save (ditta, che gestisce il “Marco Polo” di Venezia) e F2i – società di gestione del risparmio. L’aeroporto di Trieste fu inserito, nel 1988, all’interno del piano regionale dei trasporti. Dopo 30 anni, la giunta del Friuli Venezia Giulia realizza il progetto, col fine di vendere il polo. Lo Stato perde, così, un altro pezzo. Se noi lasciamo scomparire questo stesso Stato, che dovrebbe preservare la pubblica proprietà – la nostra – chi mai la tutelerà?
Igor Buric



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2 Commenti

  1. E’ il solito schifo; prima lo stato spende 14 milioni di euro di soldi dei cittadini e poi lo vende magari alla stessa cifra o a meno.Ancora piu’ scandalosa fu la vendita(svendita?) del Collosseo Quadrato al quartiere EUR. Il comune aveva speso 20 milioni di euro per ristrutturarlo e poi lo ha vendette al gruppo della moda francese che si era già comperato Valentino ed altri marchi della moda italiani.E’ il famoso edificio di enorme valenza storica per il periodo dell’ impero Italiano nel 900 con la scritta di Mussolini “Italiani popolo di santi, poeti e navigatori”.
    E’ come se i francesi ci facessero comperare la torre Eiffel, quando Macron nemmeno ci ha permesso di comperare i cantieri navali che erano falliti con la proprietà sudcoreana!

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