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DuterteRoma, 1 feb – “Voi poliziotti siete i più corrotti. Siete corrotti fino al midollo. È nel vostro sistema. Posso difendere voi, ma non le vostre bugie”. Queste le parole del presidente filippino Duterte, forti e dirette come nel suo stile, che, nelle ultime ore, ha accusato la polizia di “corruzione sistemica” ed ha annunciato di voler mettere un freno agli abusi di potere in cui sono spesso sfociate le dure misure di contrasto al traffico di droga da lui volute.

Uno stop scaturito anche dagli esiti di un’indagine che ha messo in difficoltà il primo ministro niente meno che con Seul in seguito alla morte di Jee Ick-joo, manager dell’azienda di trasporti navali Hanjin della Corea del Sud. Secondo il National Bureau of investigation, infatti, l’uomo sarebbe stato rapito ed ucciso lo scorso 18 ottobre proprio dalle unità speciali antidroga della polizia filippina, tre membri delle quali lo avrebbero sequestrato ad Angeles usando un falso mandato per poi strangolarlo e chiedere comunque un riscatto di 5 milioni di pesos filippini (poco più di 90mila euro) alla famiglia. Per i tre, che avrebbero poi fatto sparire il corpo grazie all’aiuto di un ex poliziotto impiegato in un forno crematorio (le ceneri sarebbero stato ritrovate a Caloocan City), il presidente Duterte ha promesso pene severissime, scusandosi ufficualmente con Seul dell’accaduto.

L’episodio ha ovviamente scatenato le opposizioni, ostili alla politica presidenziale che, con l’ordine di “sparare per uccidere” chiunque opponesse resistenza all’arresto, ha dato il via ad una lunga serie di omicidi (sarebbero circa 7mila in otto mesi di governo) ai danni per lo più di spacciatori, trafficanti di droga e criminali. E’ per questo che il presidente della Camera dei rappresentanti, Pantaleon Alvarez, ha chiesto le dimissioni di Ronald dela Rosa, capo della polizia filippina, fedelissimo di Duterte che ha così deciso di presentare le sue dimissioni, puntualmente respinte dal presidente. “Loro sono consapevoli che i protagonisti delle attività anti-droga sono coinvolti in attività illecite”, ha accusato la senatrice Leila De Lima.

“Ho ordinato alla polizia di fermare le operazioni”, ha però spiegato Duterte nel corso di un discorso rivolto alle forze armate al palazzo presidenziale. La campagna antidroga, per il momento, è sospesa, ma dal presidente nessun passo indietro, anzi, nello stesso giorno, dopo aver incontrato i vertici della polizia e dell’esercito, ha anche annunciato che, per porre rimedio alla situazione, ricorrerà proprio all’aiuto dei militari. Nessuno stop definitivo, dunque, ma una pausa per pianificare al meglio le operazioni, una volta sciolte le unità attualmente impiegate e dato il comando a uomini di fiducia, con la probabilità già ventilata dallo stesso presidente il ripristino della legge marziale possa diventare realtà. “Dopo questo sordido incidente, lasciatemi riorganizzare il sistema”, ha affermato il presidente.

Emmanuel Raffaele

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