Berlino, 26 set – Nel 2015 Angela Merkel ha spalancato i confini tedeschi per accogliere più di un milione di (veri o presunti) profughi. Il cancelliere tedesco giustificò questa decisione piuttosto impopolare con due argomentazioni principali: 1) dobbiamo aiutare chi scappa dalle guerre; 2) arriveranno soprattutto siriani istruiti e professionalmente qualificati. Di fronte alle enormi difficoltà riscontrate nell’integrazione (il cui apice sarà raggiunto con il capodanno di Colonia), la Merkel lanciò il suo noto slogan wir schaffen das, «ce la faremo». Ebbene, ce l’hanno fatta? Stando ai numeri, sembra proprio di no.

Assalto allo Stato sociale

Senza contare eritrei che spingono i bambini sui binari o siriani che ammazzano a colpi di katana in pieno giorno, il governo tedesco si deve ora misurare con i risultati impietosi delle politiche di inclusione degli immigrati nel mondo del lavoro. Come emerge dalle statistiche stilate dalla Bundesagentur für Arbeit (Agenzia federale del Lavoro), ben 3 siriani abili al lavoro su 4 sono a carico dello Stato. Più precisamente, rientrano in tutto o in parte nel programma Hartz IV, quello che garantisce sostegno economico ai disoccupati. Di più: il 44,2% dei siriani in età da lavoro è attualmente a spasso. E c’è di peggio: in queste statistiche non sono calcolati come «disoccupati» gli immigrati che seguono un corso di integrazione, i quali risultano invece come «sottoccupati». Tradotto: gli immigrati senza lavoro sono molti di più di quelli conteggiati dagli organi competenti.

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Il fallimento della Merkel

Ma anche per afgani e immigrati di altre etnie cambia poco. Sono tanti ad accedere al famigerato programma Hartz IV. E pensare che, stando ai dati forniti dal Bundesamt für Migration und Flüchtlinge (Ufficio federale per migranti e rifugiati), i siriani sono coloro che hanno un livello di istruzione più alto. In altri termini, tutte le promesse della Merkel sembrano essere rimaste, appunto, delle promesse. Un dato di fatto che, ovviamente, è stato fatto notare da Alternativa per la Germania (Afd), il partito populista tedesco da sempre anti-Merkel e anti-immigrazione: «Il tanto annunciato personale qualificato – ha affermato un deputato dell’Afd – non si è visto. Quello che noi vediamo è invece una migrazione sistematica nel nostro sistema previdenziale».

Valerio Benedetti

4 Commenti

  1. Tanto a loro che ka77o gli frega,li impasticcano di calmanti e poi li rimandano in italia. Ma quando riaprOno Auschwitz? Sai che bel.paese si potrebbe fare per i clandestini e per gli zingari! ? Però i forni si possono accendere solo.ogni 18/20 anni

  2. I crucchi hanno fatto danni all’Italia , da sempre , quindi … si fottano !
    Prepariamoci ad uscire dall’ Eurarabia , e confini chiusi .
    Avviciniamoci a
    Visegard e Russia ….

  3. I famigerati ingegneri siriani ahahahahaha… Ingegneri del welfare. Sta bene ai tedeschi e a tutti quei coglioni che leggono repubblica e altra stampa faziosa Italiana che parlano dei siriani come ottava meraviglia. Eccoli qua i vostri profili altamente qualificati. Teneteveli cari.

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