Berlino, 3 nov – Secondo uno dei più quotati luoghi comuni sul carattere dei popoli, gli italiani sarebbero disorganizzati, cialtroni, corrotti, esperti dell’arte dell’arrangiarsi, senza pianificazione e senza competenze. I tedeschi, al contrario, sarebbero sempre diligenti, organizzatissimi e incorruttibili. Insomma, “se l’Italia fosse un Paese normale”, “se anche noi avessimo la Merkel”, ecc. Quante volte lo abbiamo sentito, dalla politica all’economia fino alla più recente (e scellerata, in ogni caso) gestione dei richiedenti asilo? Ebbene, vi sveliamo un piccolo segreto: la realtà è ben diversa. Anche in Germania i treni arrivano in ritardo, vengono aperti cantieri i cui lavori durano ere geologiche, la pianificazione può lasciar molto a desiderare (vedi il nuovo aeroporto di Berlino, non ancora terminato e con costi mostruosamente lievitati), le banche tedesche sono tutt’altro che in salute, i suoi scandali di corruzione e truffa fanno impallidire anche Tangentopoli (vedi Siemens e Volkswagen).

Questa visione distorta della realtà si riflette anche sul tema dell’immigrazione. Quando la Merkel aprì nel 2015 indiscriminatamente le frontiere ai richiedenti asilo, quasi tutti si bevvero la propaganda della cancelliera: “Guarda la Merkel, si prende solo i siriani istruiti, così si fa una giusta integrazione”. La famigerata notte di Capodanno a Colonia e la mattanza al mercato natalizio di Berlino, però, squarciarono il velo di Maya e mostrarono a tutti la cruda realtà. Così si è non solo scoperto che l’immigrazione, oltre a un presunto “arricchimento”, porta anche degrado, criminalità e terrorismo, ma si è fatta luce anche su un altro dettaglio di non piccolo conto: i “siriani istruiti” non rappresentano che una minoranza infima di quel milione e mezzo di presunti profughi che hanno invaso la Germania negli ultimi tre anni. Inoltre, la maggior parte di loro non solo è poco e male istruita, ma anche tutt’altro che propensa a integrarsi.


Ma c’è di più. Ieri la Bild ha scoperchiato il vaso di Pandora con un titolone in prima pagina che ha fatto rabbrividire tutti: 30 mila richiedenti asilo sono spariti. Non si tratta, ovviamente, di desaparecidos argentini, ma di presunti profughi che sono sfuggiti al controllo delle autorità e si trovano ancora su territorio tedesco, senza sapere cosa stiano facendo. Molti di loro hanno visto respinta la propria richiesta di asilo e dovrebbero pertanto essere espulsi. Ma, proprio come nella “disorganizzata” Italia, grazie alla presentazione di un ricorso (e dei tempi lunghi della magistratura), gli immigrati possono rimanersene in Germania e, alla bisogna, darsi alla macchia. La Bild, tuttavia, è stata sin troppo moderata nel dare le cifre. Secondo il Welt, infatti, il numero dei “profughi spariti” potrebbe tranquillamente raggiungere le 520 mila unità. Ma che ci volete fare? Anche nella “organizzatissima” Germania non hanno la minima idea di quanti effettivamente siano e, soprattutto, di dove si trovino. Almeno fino al prossimo stupro o attentato.

Gabriele Costa

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2 Commenti

  1. diciamo per assurdo che se qualcuno di quei 300.000-500.000 profughi spariti Siriani in Germania arrivasse qui da noi in Italia,correggerebbe comunque il grottesco fatto di non averne accolto praticamente nessuno negli ultimi tre-quattro anni.

    avere accolto ogni nazionalità del mondo come “profugo di guerra” tranne quella dell’unico Paese che lo era veramente (ormai la Siria sta ritornando sotto controllo) è stato come se alla fine della Guerra del Vietnam,anzichè avere accolto come profughi i “Boat People” che scappavano dal “redde rationem” dei Viet Cong vincitori,ci fossimo allegramente fatti carico degli abitanti di Singapore o della Malesia…

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