Roma, 13 ago – La notte del 29 luglio un principio d’incendio scoppia a Spin Time Labs, l’immobile occupato di via Santa Croce in Gerusalemme. Le fiamme vengono domate rapidamente, non ci sono feriti né danni strutturali, ma lo stabile viene evacuato e dichiarato temporaneamente inagibile. I primi accertamenti indicano come possibile origine un cortocircuito nell’officina. In poche ore la vicenda diventa un caso politico. Si aprono tavoli in Prefettura, si moltiplicano appelli e passerelle, mentre il sindaco Roberto Gualtieri annuncia che il Comune ha messo sul tavolo persino l’ipotesi di acquistare l’immobile per «salvaguardare» l’esperienza di Spin Time.
Poi, mentre centinaia di persone e le attività ospitate nel palazzo restano fuori, compare una soluzione. L’8 agosto il Corriere della Sera la presenta così: «Spin Time, l’idea Circolo degli Artisti». Il Comune pensa di trasferire nell’ex storico locale di via Casilina Vecchia almeno laboratori e attività culturali dell’occupazione. C’è persino un gestore disponibile ad accoglierli: Barra Spaziatrice APS. Fin qui sembrerebbe la normale gestione di un’emergenza. Solo che il Circolo degli Artisti non “spunta” magicamente dopo l’incendio. E Barra Spaziatrice non viene scelta per risolvere il problema di Spin Time. Aveva già vinto la procedura per quello spazio nove giorni prima del rogo.
La «soluzione» Spin Time ce l’aveva già
Il documento di Zètema, la società in house di Roma Capitale che si occupa della gestione e valorizzazione di spazi culturali e progetti per conto del Comune, porta la data del 20 luglio 2026. Sette proposte in graduatoria: al primo posto Barra Spaziatrice APS–Agorà S.p.A., 81,6 punti su 100; seconda Arci Roma con 77,3; poi Procult con 69,3. La procedura era stata avviata ancora prima: Roma Capitale aveva incaricato Zètema della valorizzazione del Circolo il 20 maggio, l’avviso era uscito il 1° luglio e le candidature si erano chiuse il 16. La consegna dello spazio era già prevista per fine luglio, esattamente nei giorni in cui Spin Time sarebbe diventato inagibile. Chi è dunque Barra Spaziatrice? È un’associazione nata appena cinque mesi prima, il 24 febbraio 2026, e iscritta al RUNTS il 13 maggio. I fondatori sono sette. Presidente e rappresentante legale è Gianmarco Fetoni; tra i fondatori e amministratori c’è Giacomo Fabbri. Due nomi che riportano direttamente a Scomodo, la realtà giovanile che occupa duemila metri quadrati dentro Spin Time. Fetoni è stato responsabile della gestione degli spazi di Scomodo; Fabbri ha anch’egli un’esperienza documentata nell’organizzazione. La stessa Scomodo, raccontando la propria storia nella rigenerazione degli spazi, indica proprio Spin Time come il luogo dove quell’esperienza è cominciata.
Il circolo concesso gratuitamente
Il Corriere , raccontando l’ipotesi del trasferimento, arriva infatti al punto senza troppi giri: Fetoni è una delle figure centrali di Barra Spaziatrice ed è stato per anni dirigente di Scomodo; l’APS conferma inoltre che i propri ragazzi sono già quotidianamente a Spin Time per aiutare gli sfollati e dichiara la «massima disponibilità» ad accoglierne le attività al Circolo. Ma Barra Spaziatrice non ha partecipato da sola. Accanto alla neonata APS c’è Agorà S.p.A., società romana attiva dal 1990 nella produzione tecnica dei grandi eventi, specializzata in audio, video, luci, rigging e strutture per concerti e manifestazioni. È il partner che dà all’operazione una dimensione ben diversa da quella dei sette soci di una giovane associazione, anche alla luce delle esperienze pregresse già maturate con il Comune di Roma in occasione delle grandi manifestazioni legate al Giubileo, dove Agorà è stata coinvolta in attività di allestimento e supporto tecnico per eventi istituzionali e iniziative pubbliche.
Anche perché il bando è particolare. Il Circolo viene concesso gratuitamente: nessun canone a Roma Capitale o Zètema. Il concessionario deve però sostenere a proprie spese utenze, sicurezza, manutenzione, allestimenti, autorizzazioni e impianti. In compenso, biglietteria, sponsorizzazioni e altri introiti restano interamente nella sua disponibilità. È qui che iniziano le domande. Il bando attribuiva 30 punti al curriculum e alle esperienze pregresse, 35 al progetto culturale, 15 alla comunicazione e 20 alla sostenibilità economica. Per il curriculum chiedeva espressamente attività analoghe svolte tra il 2020 e il 2026. Ma Barra Spaziatrice, prima del febbraio 2026, non esisteva. Quali esperienze sono state portate alla commissione? Quelle di Agorà? Quelle personali di Fetoni e Fabbri? Anche quelle maturate con Scomodo dentro l’occupazione Spin Time? E come sono stati distribuiti gli 81,6 punti che hanno permesso di superare Arci?
Lo Spin Time si era già assicurato?
Soprattutto, cosa c’era nella proposta consegnata entro il 16 luglio, tredici giorni prima dell’incendio? Comparivano già Scomodo o altre realtà ospitate dentro Spin Time? E il contratto di concessione, che il vincitore doveva sottoscrivere entro cinque giorni lavorativi dalla comunicazione dell’esito, era già stato firmato quando scoppiò il rogo? Inutile cercare cospirazioni, il problema politico è già evidente. Quando Spin Time diventa inagibile e il Comune presenta il Circolo degli Artisti come possibile soluzione, quello spazio era già stato conquistato in graduatoria da un’associazione guidata da uomini cresciuti nell’esperienza di Scomodo dentro Spin Time, insieme a una grande società privata. Dopo l’emergenza, è diventata improvvisamente la “soluzione”.
Vincenzo Monti