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Calais, 26 ott – Una trentina di immigrati di origine sudanese in arrivo a Croisilles, piccolo centro del nord della Francia, dopo lo sgombero della “giungla” di Calais, sono stati accolti tra gli applausi da una parte della popolazione. Un entusiasmo che riporta ai cartelli “Welcome Refugees” esposti nelle stazioni ferroviarie tedesche poco più di un anno fa, prima che gli stupri di Colonia e gli attentati portassero la Germania a rivedere in parte le posizioni in favore di una accoglienza indiscriminata.



 Al di là dell’atteggiamento etnomasochista di chi sembra non aspettare altro che la sostituzione del proprio popolo, non si capisce perché delle persone entrate illegalmente su un territorio dovrebbero essere accolte come dei liberatori. Un atteggiamento distante anni luce rispetto a quello degli abitanti di Gorino e Goro, disposti alle barricate per impedire l’accesso di immigrati clandestini nel proprio paese.

 Ad onor del vero c’è da dire che nella stessa cittadina di Croiselles nelle scorse settimane alcuni cittadini avevano manifestato contro l’apertura del centro di accoglienza. Purtroppo però, solo la determinazione e l’unità di intenti può condurre al raggiungimento di un qualche risultato, anche esclusivamente simbolico. Senza questi presupposti ad avere la meglio sono sempre i buonisti e gli immigrazionisti.

https://www.youtube.com/watch?v=o3EDBflGTHM&feature=youtu.be

Davide Romano

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2 Commenti

  1. Mandiamoli tutti in Francia. La generazione Bataclan li aspetta con applausi e Imagine in sottofondo. Idiot!

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