Roma, 8 lug – Dal 21 giugno in Serbia il governo aveva deciso di rimuovere tutte (o quasi) le restrizioni anti-coronavirus. Adesso, dopo un aumento dei casi, ha imposto un coprifuoco ritenendo che la situazione generale fosse tornata a livelli pandemici. Una scelta che ha scatenato la rabbia di migliaia di persone, scese in piazza nella notte a Belgrado per protestare in particolare contro il presidente Aleksandar Vucic. Una manifestazione che si è trasformata ben presto in una guerriglia, con pesanti scontri tra i dimostranti antigovernativi e la polizia davanti al Parlamento serbo.

https://www.youtube.com/watch?v=NzGgngUmueg

Assalto al Parlamento

La tensione, già di per sé piuttosto alta, è salita vertiginosamente quando un gruppo di manifestanti ha tentato di entrare all’interno del Parlamento e le forze dell’ordine li hanno respinti all’ingresso dell’edificio usando lacrimogeni. A quel punto è scoppiato l’inferno, tra lanci di sassi, bottiglie, petardi e tre auto della polizia date alle fiamme. Intorno al Parlamento, nelle strade limitrofe e nel parco circostante, manifestanti e poliziotti si sono pesantemente scontrati, con conseguenti feriti da una parte e dall’altra. Gli agenti antisommossa hanno caricato i dimostranti e lanciato diversi lacrimogeni, poi per tentare di riportare la calma è intervenuta anche la polizia a cavallo.

I motivi della protesta

Nei pressi del Parlamento le forze dell’ordine hanno inoltre formato cordoni di fronte al municipio di Belgrado e alla sede della tv statale RTS. La protesta è durata diverse ore ed è stata placata soltanto a tarda notte. In Serbia però, soprattutto nella capitale, la tensione resta alle stelle. Secondo i manifestanti è inaccettabile la decisione del governo di imporre un coprifuoco per tutto il prossimo fine settimana e il divieto di raduno con più di 5 persone sia al chiuso che all’aperto. I dimostranti scesi in piazza nella notte accusano il governo anche di cattiva gestione dell’emergenza sanitaria e di portare avanti una politica autoritaria, con forte controllo sui mezzi di informazione.

Eugenio Palazzini

Ti è piaciuto l’articolo?
Ogni riga che scriviamo è frutto dell’impegno e della passione di una testata che non ha né padrini né padroni.
Il Primato Nazionale è infatti una voce libera e indipendente. Ma libertà e indipendenza hanno un costo.
Aiutaci a proseguire il nostro lavoro attraverso un abbonamento o una donazione.

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta