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Parigi, 28 lug – “Ogni sabato scendiamo nelle strade per protestare contro il governo Macron”. È con questa frase che Marc Hassin (nome di fantasia che gioca sull’assonanza con marcassin, “cucciolo di cinghiale” in francese) commenta la partecipazione degli Zouaves Paris al movimento dei Gilet Gialli.

Abbiamo avuto il piacere di conoscere Marc qualche anno fa a Roma, in occasione della commemorazione di Acca Larentia. Allora Marc era un giovanissimo militante nazionalista e non ancora uno dei leader di uno dei gruppi considerati tra i più turbolenti dell’estrema destra parigina: gli Zouaves Paris. Dapprima nelle università (in primis la rossissima Sorbona) e poi in seno al movimento dei Gilet Gialli, gli Zouaves Paris hanno infatti difeso strenuamente il loro pensiero non allineato con la massificata cultura bobo o gauche kaviar (rispettivamente gli alter ego transalpini dei nostri hipster e radical chic), imperante nella capitale parigina.

Marc, innanzitutto spiegaci per quale motivo avete scelto il nome di una truppa coloniale?
Il nome Zuoaves è in effetti il nome di una truppa coloniale, ed è anche il nome dei soldati volontari che vennero in Italia a combattere per il Papa nel XIX secolo, gli Zuavi pontifici. Tuttavia, non abbiamo scelto il nostro nome in riferimento ai primi o ai secondi. Abbiamo scelto questo nome perché in francese, la parola zouave significa anche “stravagante, pazzo”.

Da cosa deriva dunque il vostro nome?
Abbiamo scelto questo nome perché abbiamo pensato che fosse adatto a noi: non ci prendiamo sul serio e siamo tutti teste calde!

Chi siete dunque?
Siamo un gruppo di giovani parigini che vogliono agire contro la feccia che sta facendo marcire la nostra città.

Quando vi siete formati?
Nel marzo 2018, poco più di un anno fa.

Da quale esigenza nasce la vostra formazione?
Abbiamo deciso di fondare gli Zouaves Paris per dare una risposta efficace agli antifascisti parigini che non hanno mai esitato ad attaccare fisicamente i locali e i ritrovi di altri movimenti nazionalisti.

Siete diventati famosi – anche in Italia – nell’ambito della protesta dei Gilet Gialli. Quale è stato il vostro ruolo nella protesta?
Gli Zouaves Paris sono stati parte del movimento dei Gilet Gialli fin dalla prima manifestazione: eravamo presenti ogni sabato in strada per protestare contro Macron e il suo governo, contro le forze di polizia e talvolta anche contro gli antifascisti. Abbiamo partecipato a tutte le rivolte urbane, in particolare quella del 1 dicembre. Quel giorno abbiamo tenuto testa alla polizia per più di 7 ore e abbiamo cacciato il gruppo dei militanti antifascisti dalla manifestazione dei Gilet Gialli.

Quale è la dunque vostra composizione e provenienza politica?
La maggioranza dei nostri membri sono ventenni, alcuni anche più giovani. Una parte degli Zouaves Paris ha militato nel GUD Paris (Group Union Défense), prima che venisse dissolto.

… e sociale?
Abbiamo qualsiasi categoria sociale nei nostri ranghi: studenti, panettieri, muratori, impiegati, operai…

L’episodio più emblematico?
L’episodio per il quale siamo più conosciuti è quello del NPA, Nouveau Parti Anticapitaliste, il cui video ha girato parecchio per i social network. Ma per noi il momento più emblematico rimane il 1 maggio 2018, che è stato teatro di una lotta di strada molto più violenta contro gli antifa parigini. Quel giorno, come ogni anno in Francia, ha avuto luogo una grande manifestazione di sinistra radicale, con la partecipazione di sindacati, movimenti anarchici, antifa, ecc ecc: per tutto il giorno in giro per Parigi centinaia di black bloc hanno distrutto, impuniti, qualsiasi cosa.  Noi siamo arrivati in 15 nel quartiere dove avrebbe dovuto avere luogo la chiusura della loro manifestazione e lì siamo stati aggrediti dall’Action Antifasciste Paris – Banlieue, il più grosso gruppo antifa di Parigi, e da altri gruppi antifa. Ci siamo difesi e li abbiamo messi in fuga. Questo episodio è carico di significato per noi.

Qualcuno di voi ha uno stile di vita particolare?
Diversi Zouaves Paris (me compreso) sono Straight Edge, il che significa che viviamo con uno stile di vita quanto più sano possibile: non solo, ovviamente, non assumiamo droghe ma non fumiamo e nemmeno beviamo alcolici. Sempre più giovani europei sono sempre più dipendenti da droga e alcol, ed è per questo motivo che riteniamo sia importante dimostrare loro che esiste un altro stile di vita: mens sana in corpore sano.

Molti articoli che circolano online si soffermano sul vostro stile “casual”. Quali sono i vostri brand di riferimento?
Come in Italia e in altri paesi, molti nazionalisti francesi hanno adottato la cultura casual, e noi ne facciamo parte. Vestiamo tutti i marchi casual più famosi: Stone Island, The North Face, Lyle & Scott, Fred Perry, CP Company e anche Pivert!

Che tipo di musica ascoltate?
La maggior parte di noi ascolta il rap mentre alcuni dei nostri membri ascoltano stili musicali più underground: hardcore, etc. Colgo l’occasione per salutare Famine, il cantante del gruppo Peste Noire, che apprezzo molto e che svolge un meraviglioso lavoro musicale e metapolitico!

Che cosa vi sentite di dire ai vostri camerati europei?
Inviamo un saluto a tutti i camerati nazionalisti che stanno lottando in prima linea per l’Europa di domani, specialmente quelli di CasaPound. “Rendez-vous à la victoire!”

Edoardo Fiorani

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