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Vienna, 17 set – Va bene rafforzare Frontex, ma l’obiettivo è ben altro: “Non devono partire più le barche”. Il cancelliere austriaco e presidente di turno dell’Unione Europea Sebastian Kurz, ha le idee chiare sull’immigrazione e non ha esitato a specificare il suo reale obiettivo dopo l’incontro con l’omologa tedesca Angela Merkel a Berlino. Le parole di Kurz mettono di fatto a tacere tutti coloro che in preda al demone immarcescibile dell’accoglienza senza limiti, tentano sovente di stroncare l’alleanza tra governo italiano e governi europei favorevoli alla chiusura delle frontiere.
Per gli apologeti del ricollocamento, un modo come un altro per continuare a lasciare porosi i confini dell’Italia, gli Stati dell’Ue che si rifiutano di accogliere i clandestini creano in realtà un problema a noi, perché saremmo così costretti a tenerci tutti gli immigrati. A parte il capzioso ragionamento, visto che se tutti chiudessero le porte il problema non si porrebbe, quella che arriva dal cancelliere austriaco è un’indiretta replica che pone fine alla questione: il punto non è accogliere o non accogliere, è proprio evitare che partano i barconi dalle coste africane. Non a caso Kurz ha detto che è necessario “portare a termine la svolta nella politica migratoria”. Il giovane leader austriaco ha sottolineato infatti che soltanto se si effettuano controlli funzionanti dei confini esterni dell’Unione si possono allentare i controlli dei confini interni.
Mentre la Merkel ha genericamente suggerito di occuparsi dell’Africa dividendo il lavoro tra Stati europei, cosa appunto sentita e risentita senza che mai si sia giunti a interventi coordinati ed efficaci, Kurz ha sottolineato che “l’Africa è composta da tanti Stati e non possiamo occuparci di tutti”. A prescindere da quanto sia corretta l’osservazione del cancelliere austriaco, è indubbio che il punto focale non è spartirsi gli immigrati ma evitare proprio che partano. Ovvero risolvere alla radice una questione che rischia altrimenti di non avere fine. I leader di Austria e Germania si sono comunque trovati concordi sulla necessità di rafforzare le frontiere esterne e di investire maggiormente nel continente africano. Due necessità effettivamente inscindibili.
Eugenio Palazzini

2 Commenti

  1. ma infatti questa è la politica più corretta, anzi sarebbe meglio fare propaganda nei paesi africani di partenza avvisando il più possibile di non pagare più scafisti & c perchè tanto non ci sono più possibilità. Una volta arrivati in LIbia ormai ci provano, vanno dissuasi prima (era anche questo il senso del video australiano “no way”)

  2. blocco navale,è molto semplice una rete di navi ed elicotteri schierati in punti strategici e tutte le varie carrette vengono catturate e rimandate indietro,mettiamoci anche qualche raid delle forze speciali per catturare i basisti e siamo a posto,poi volendo si può estendere la cosa andando a intercettare direttamente i convogli di migranti,coi mezzi di oggi non credo sia difficile trovare qualche camion carico di persone nel deserto

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