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Washington, 9 ott – Donald Trump non coopererà con l'”illegittimo” processo di indagine per un suo possibile impeachment. Il presidente Usa non prenderà in esame l’indagine fino a quando la Camera non si esprimerà in merito con il voto. Lo afferma la Casa Bianca in una lettera di otto pagine inviata alla speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, e anticipata dalla Cnn. La Casa Bianca accusa i Democratici di aver avviato l’indagine per l’impeachment per cercare di “capovolgere i risultati delle elezioni del 2016 e privare gli americani del presidente che hanno liberamente scelto“. La mossa di Trump è chiara: i Dem non hanno i voti per far passare la richiesta di impeachment.

Pelosi: “Lettera sbagliata e illegale”

La Pelosi a sua volta ha accusato la Casa Bianca di “tentativo illegale di nascondere i fatti” con la lettera a lei inviata. “Questa lettera è manifestamente sbagliata e rappresenta semplicemente un altro tentativo illegale di nascondere i fatti legati agli sforzi sfacciati dell’amministrazione Trump di premere sulle potenze straniere perché intervengano sulle elezioni del 2020”, ha affermato la speaker della Camera. “Malgrado l’ostruzionismo della Casa Bianca, vediamo una crescente quantità di prove che dimostrano come il presidente Trump abbia abusato del suo incarico e violato il giuramento di proteggere tutelare e difendere la Costituzione“.

Giuliani non coopererà sull’Ucrainagate

Intanto Rudy Giuliani, l’avvocato personale di Trump, ha annunciato che non coopererà con l’indagine di impeachment della Camera sull’Ucrainagate, nel quale è una delle figure chiave. L’ex sindaco di New York ha sottolineato che proprio non può immaginare che qualcuno dell’amministrazione Trump compaia davanti alle commissioni che stanno indagando il presidente. Lo riporta il Washington Post. Dal canto loro, i presidenti delle tre commissioni della Camera che conducono l’indagine di impeachment contro Trump useranno lo strumento del mandato (subpoena) per chiamare a testimoniare l’ambasciatore Usa alla Ue Gordon Sondland nella vicenda dell’Ucrainagate. Lo riferisce la Cnn. L’avvocato di Sondland aveva annunciato che il suo assistito non si sarebbe presentato al Congresso oggi perché il dipartimento di Stato ha bloccato la sua deposizione.

Il caso Ucraina

Al centro dell’inchiesta per l’impeachment ci sono due documenti. Il caso parte dalla denuncia dell’informatore della Cia, partita il 12 agosto ma resa pubblica soltanto il 26 settembre. E poi il Memorandum della telefonata tra Trump e Zelensky fornito dalla Casa Bianca il giorno prima, il 25 settembre. Sia chiaro, però, che il Memorandum non è una trascrizione esatta ma si basa sulle annotazioni degli addetti che registrano e ascoltano la conversazione. “Qualunque cosa puoi fare è molto importante che tu la faccia, se è possibile“, inizia Trump nella telefonata con Zelensky. “Si fa un gran parlare del figlio di Biden, si dice che Biden abbia bloccato l’inchiesta e qualunque cosa lei possa fare con il nostro ministro della giustizia sarebbe grande. Biden andava in giro a vantarsi di aver bloccato questa inchiesta e tutto ciò a me sembra orribile”. Nel colloquio, Trump chiede al leader ucraino di contattare il ministro della giustizia William Barr e Giuliani e Zelensky risponde che un suo assistente aveva già contattato l’avvocato americano. Trump avrebbe sollecitato in totale “circa otto volte” Zelensky a lavorare insieme a Giuliani sulle indagini sui due Biden.

Ludovica Colli

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