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Roma, 18 nov – Boris Johnson ha deciso di creare per il Regno Unito un team di lotta alle fake news, dando mandato al Government Communications Headquarters (Gchq), l’agenzia governativa incaricata di gestire spionaggio e controspionaggio nell’ambito delle comunicazioni, di monitorare – e all’occorrenza censurare – teorie alternative in merito ai vaccini, 5g, e via dicendo. Le tattiche usate saranno le stesse utilizzate contro la propaganda dell’Isis.

Johnson preoccupato per il vaccino anti-Covid

Matt Hancock, segretario alla Sanità inglese, sta meditando se rendere obbligatorio o meno il vaccino per il coronavirus: secondo un sondaggio di YouGov,  infatti, un quinto dei britannici dice di non volerlo fare. Siccome tutte le informazioni, spesso discordanti, ormai corrono sul web, il governo di Johnson ha deciso di passare al contrattacco con una task force online.

No Vax come l’Isis?

Secondo il Times, “al Gchq è stato chiesto di far sparire gli anti-vax dalle piattaforme online e dai social media. Ci sono modi che hanno usato per monitorare e interrompere la propaganda terroristica” come quella dell’Isis. Secondo quanto emerge, nel Regno Unito potrebbero rimuovere “contenuti ostili” online specialmente se collegati a sfere d’influenza esterne e interrompere chi diffonde teorie “complottiste” svelando la crittografia di singoli utenti, impedendogli di comunicare con altri ancora.

Coinvolti Twitter, Facebook e Google

Il team messo a punto dal governo inglese è stato rafforzato con “un’unità di contro-disinformazione”, composto da personale di diversi dipartimenti esperto nelle cosiddette fake news. Google, Facebook e Twitter sono stati già messi in “allarme” dal governo inglese: rappresentanti di queste società avranno incontri mensili con funzionari governativi almeno una volta al mese per fornire un aggiornamento sul loro lavoro e saranno ritenute responsabili. Insomma, WhatsApp parrebbe l’ultimo “rifugio” di chi vuole sostenere o diffondere teorie alternative nel Regno Unito: “Su Facebook e Twitter la disinformazione è pubblica. Puoi vederla, puoi trovarla, puoi seguire la fonte e puoi screditarla. Quando si tratta di WhatsApp, niente di tutto ciò è possibile“, ha l’ex consigliere del Dipartimento della Salute Njoku-Goodwin.

Ilaria Paoletti

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