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Roma, 4 giu – Le schermaglie tra il sindaco di Londra e il presidente degli Stati Uniti continuano. Una battaglia “avvincente” tra personaggi che amano far parlare di sé e lanciare attacchi a chi parla di loro. Siamo ben oltre le frecciate tipiche tra politici di opposta fazione, in questo caso volano parole pesanti e j’accuse forzati di ogni genere. Sadiq Khan è tornato oggi a parlare di Donald Trump, definendolo “il poster boy”, ovvero il modello, “dell’estrema destra mondiale” nonché leader dalla visione politica “ripugnante” che si può riscontrare in nazioni come “l’Ungheria, l’Italia o la Francia”.

Il primo cittadino di Londra, figlio di immigrati pachistani, ha quindi colto l’occasione per attaccare nuovamente Trump in un’intervista rilasciata alla Bbc. “Io penso che in effetti, se guardiamo in giro per il mondo, ci sono molti leader i cui punti di vista io trovo ripugnanti – in Ungheria, in Italia, in Francia o qui da noi nel Regno Unito – i quali guardano a Donald Trump come al loro poster boy”, ha specificato Khan rifiutandosi poi di ritirare l’accusa di “fascista” rivolta al presidente americano. “Io non sono un 12enne in un parco giochi e mi sorprende che Donald Trump pensi di esserlo”, ha poi tuonato il sindaco di Londra.

Deja vu accusatorio

Le accuse di Khan sono comunque sulla falsa riga delle precedenti. Intervistato dal The Observer, aveva infatti già etichettato Trump come “uno dei migliori esempi di quella che è una minaccia globale. La destra estrema è in crescita nel mondo e minaccia i diritti e la libertà che abbiamo conquistato con tanti sacrifici”. Nella stessa intervista aveva attaccato ancora più esplicitamente alcuni leader “sovranisti” europei: “Viktor Orban in Ungheria, Matteo Salvini in Italia, Marine Le Pen in Francia e Nigel Farage qui in Gb usano gli stessi cliché divisivi dei fascisti del ventesimo secolo per guadagnare consenso, ma con nuovi, sinistri metodi per far passare il loro messaggio”. Per tutta risposta il presidente degli Usa lo aveva bollato come “un sindaco terribile e perdente”. Vedremo se e come replicherà questa volta.

Eugenio Palazzini

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