Mosca, 18 set –  “Se dai il benvenuto ai migranti, con incentivi e altro, i migranti continueranno ad arrivare. Ma sta all’Europa decidere come comportarsi, è tutta una questione politica”. A dirlo è stato Vladimir Putin al termine dei colloqui con il premier ungherese Viktor Orban, rispondendo a una domanda di una tv magiara riguardante la questione immigrazione. Una staffilata a Bruxelles e a tutti i paladini dell’accoglienza, ghiacciati così dal presidente russo che si pone così in linea con Orban e i sovranisti europei.

Forse addirittura un tentativo di non farsi rubare la scena sul tema dal primo ministro di Budapest, che evidentemente sta ottenendo consensi anche al di fuori dei confini dell’Ue. “In Russia – ha poi specificato Putin – vengono migranti da paesi ex sovietici, che sanno il russo, conoscono la nostra cultura ed è più facile che si integrino, mentre in Europa arrivano persone da culture diverse”. Anche qui è chiaro il riferimento a chi pretende che siano aperte le porte ai clandestini provenienti dall’Africa, appunto come se fosse una passeggiata pensare di inserirli nel tessuto storico e sociale del vecchio continente. Inutile dire che di drammatici esempi che dovrebbero scoraggiare il mantra dell’accoglienza ve ne sono a bizzeffe, sempre ammesso che si voglia guardare in faccia la realtà evitando di lanciarsi in folli sogni di caotici futuri senza identità.

Quanto infatti l’immigrazione abbia portato di ben poco apprezzabile in Europa è sotto gli occhi di tutti i cittadini, che difatti se ne sono accorti ben prima dei loro governanti. Inutile dire che perseverare in questa politica suicida ed etnocida sia tanto sciocco quanto controproducente per gli stessi politici che si rifiutano di ammettere il proprio totale fallimento. Non serviva quindi Putin a svegliarci dal torpore buonista, ma è comunque un altro schiaffo in faccia al potere dei più buoni.

Eugenio Palazzini

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