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Minneapolis, 27 mag – Il caos è scoppiato martedì sera a Minneapolis, quando centinaia di  manifestanti sono scesi in strada per chiedere azioni concrete all’autorità in seguito alla morte di George Floyd, un afroamericano che ha perso la vita mentre era in custodia della polizia appena il giorno prima.

Proiettili di gomma e lacrimogeni

La polizia ha sparato proiettili di gomma, gas lacrimogeni e granate stordenti contro alcuni manifestanti. La protesta era iniziata pacificamente, poi la situazione si è deteriorata quando alcuni manifestanti hanno rotto i vetri delle macchine della polizia e lanciato pietre contro di essa. Floyd, 46 anni, è morto lunedì notte e in seguito in rete è apparso un video che mostra l’uomo a terra con un ufficiale di polizia che gli preme il ginocchio contro il collo. Il filmato mostra Floyd che urla “non riesco a respirare” e “non uccidermi”.

La polizia paragonata al Ku Klux Klan

Gli organizzatori della protesta hanno sottolineato il carattere pacifico della manifestazione ma, secondo il canale Usa Fox 9,  ma il caos ha iniziato a diffondersi nel corso della giornata. Secondo il Guardian, alcuni manifestanti esibivano cartelli che dicevano  “Non riesco a respirare” (citando appunto la richiesta di aiuto di Floyd) e “KK Kops”, paragonando la polizia al Ku Klux Klan – dunque, sottolineando la matrice “razzista” dell’accaduto. Alla manifestazione era ingente la partecipazione del movimento Black Lives Matter.

Lancio di bottiglie e insulti alla polizia

I manifestanti hanno continuato a bloccare il traffico anche durante la sera. Con l’aumentare della folla, l’American Civil Liberties Union del Minnesota ha ricordato ai manifestanti di mantenere le distanze per aiutare a fermare la diffusione del coronavirus. Successivamente i manifestanti si sono spostati verso il 3 ° distretto del dipartimento di polizia di Minneapolis: qui sono stati visti lanciare pietre contro l’edificio, così come contro i mezzi della polizia. Le proteste sono andate avanti con lanci di bottiglie di acqua e di latte contro gli agenti di polizia, al grido di “maiali”. La polizia ha quindi sparato lacrimogeni e granate stordenti per disperdere la folla in avvicinamento alla stazione.

I poliziotti responsabili licenziati

I quattro ufficiali che avevano in custodia Floyd sono stati licenziati martedì. Lo ha annunciato il sindaco di Minneapolis Jacob Frey, che ha annunciato il licenziamento dopo che i poliziotti erano stati inizialmente messi in congedo retribuito. L’Fbi e il Minnesota Bureau of Criminal Apprehension (BCA) stanno indagando sulla morte di Floyd.

Ilaria Paoletti

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