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Madrid, 29 apr – Pedro Sánchez, premier spagnolo, ha annunciato martedì che il “piano per la transizione verso una nuova normalità” dopo le restrizioni per il coronavirus prevederà quattro fasi scandite in un tempo limite molto serrato: otto settimane. La “fase 0” è quella attuale, da adesso fino alla fine di giugno in Spagna si prevede di riaprire tutte le attività (in modo graduale) con date che variano a seconda delle zone del paese e da quanto queste sono state colpite dal coronavirus.



Riduzione graduale ma serrata

“La riduzione delle restrizioni sarà graduale, asimmetrica e coordinata” ha dichiarato Sánchez, secondo quanto riporta Il Post. Secondo il premier spagnolo, “l’unità sarà la provincia o l’isola”, quindi le riaperture graduali saranno analizzate di volta in volta a seconda delle esigenze delle singole comunità autonome. Come detto, la riapertura si articola in 4 fasi, prive di una data fissa, stabilita via via dalle zone.

La “fase 0”, quella attuale

Secondo tale piano di riapertura, la Spagna si troverebbe adesso nella prima fase, la cosiddetta “fase 0”: alcune restrizioni sono già saltate. Tolto divieto ai bambini di uscire di casa ad esempio, mentre questo fine settimana sarà possibile nuovamente esercitarsi negli sport individuali e fare passeggiate in famiglia. Previsto il servizio di asporto per i ristoranti e su le serrande per i parrucchieri, che potranno ricevere solo su appuntamento.

La “fase 1”, già nella prossima settimana per le isole

Nella fase 1 i cittadini spagnoli potranno spostarsi liberamente nella propria provincia isola di appartenenza, verranno riaperti piccoli negozi (sempre garantendo distanze di sicurezza e tutte le pratiche anticontagio), nonché gli hotel e altre strutture turistiche.  Il settore agroalimentare, fermo dal 14 marzo, riprenderà a lavorare e riapriranno anche i luoghi di culto – con alcune limitazioni. Sebbene la Spagna intera non prevede di entrare nella “fase 1” prima del 10 maggio, alcune isole delle Canarie e delle Baleari passeranno a questa fase  già dal 4 maggio.

La “fase 2”, esulteranno i genitori

Per la “fase 2” spagnola è prevista la riapertura di bar e i ristoranti, anche se sarà possibile solo riducendo di un terzo la capacità per garantire il distanziamento tra i clienti. Il governo spagnolo fissa a settembre la riapertura delle scuole, ma già nel corso della “fase 2” il governo prevede la riapertura dei centri educativi per l’infanzia, e servizi simili, in modo da permettere ai genitori con figli di andare serenamente a al lavoro. Nella fase 2 riapriranno cinema e teatri, sempre a un terzo della loro capacità. Toneranno i concerti, anche se caratterizzati da misure rigide.

La finale “fase 3”

Nella fase finale, l’agognata “fase 3”, negozi, i bar e i ristoranti potranno accogliere più clienti nello stesso momento, senza restrizioni, e vi sarà in generale più libertà di movimento. Sánchez ha reso chiaro che ogni fase durerà almeno due settimane (il periodo di incubazione del virus), ma la durata complessiva dipende dalle zone di interesse. L’obiettivo evidente è di far tornare la Spagna “a pieno regime” in tempo per l’alta stagione turistica.

Ilaria Paoletti



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1 commento

  1. Chiunque va più veloce dell’Italia, ma i casinisti ispanici sono troppo simili a noi e non li prenderei mai a modello.

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