Roma, 21 ott – Una vera e propria lezione di stile quella che Inigo Lambertino, ambasciatore italiano a Londra, ha impartito all’Economist, storico settimanale inglese che in questi giorni aveva pubblicato una copertina giocata sulla demenziale associazione tra spaghetti, pizza e instabilità.

La copertina dell’Economist: “Welcome to Britaly”

Secondo il giornale britannico, peraltro di proprietà della famiglia Elkann-Agnelli, le dimissioni del primo ministro Liz Truss e la stagione politica a dir poco caotica che sta vivendo il paese di Sua Maestà ricorderebbero in qualche modo l’Italia. “Un paese di instabilità politica, bassa crescita e subordinazione ai mercati obbligazionari”, questo il quadro dell’Economist che titola: “Welcome to Britaly”, con tanto di caricatura di Liz Truss vestita da centurione romano che al posto della lancia impugna una forchettata di spaghetti e come scudo una pizza. Insomma, non proprio un complimento per l’Italia

La risposta di Inigo Lambertino, ambasciatore italiano a Londra

Non si è però troppo scomposto Inigo Lambertino, il quale dal 6 ottobre di quest’anno ricopre la carica di ambasciatore d’Italia nel Regno Unito. Con eleganza e la giusta dose d’ironia, il diplomatico ha indirizzato una lettera proprio all’Economist, poi pubblicata sui social. Lambertino comincia con un complimento: “Leggere l’Economist è un piacere per ogni diplomatico”. E aggiunge una stoccata più o meno velata: “A maggior ragione dal momento che dedicate un’attenzione costante all’Italia, tanto amata dai britannici”. Arrivando al nocciolo della questione a quell’ultima copertina “sfortunatamente ispirata dai più vecchi stereotipi”, non si contenta di una indignazione vittimistica ma passa al contrattacco, specificando come “gli spaghetti e la pizza siano i piatti più ricercati al mondo” ricorda che il nostro Paese è molto più di questo: “Essendo l’Italia la seconda potenza manifatturiera d’Europa, per la vostra prossima copertina vi suggeriamo di scegliere come tema qualcosa di attinente ai nostri settori di aerospazio, biotecnologie, automotive o a quello farmaceutico”.

È notevole il fatto che Lambertino non riproponga la solita immagine di una Italietta a misura di turista e scrigno di tesori di cui non si è più all’altezza, ma al contrario si inorgoglisca per i settori in cui siamo all’avanguardia. Con il consueto stile, l’ambasciatore conclude: “Qualunque cosa scegliate, darà un’immagine più accurata dell’Italia, tenendo conto anche della vostra ammirazione, non così segreta, del nostro modello economico”.

Michele Iozzino

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