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Schermata 2016-05-24 alle 15.38.06Roma, 24 mag – La sapete l’ultima? I Lego istigano alla violenza. Esatto, i mattoncini e i loro pupazzetti piccoli e goffi sarebbero responsabili di almeno parte della violenza che c’è nel mondo. La boiata pazzesca arriva dal solito team di ricercatori (neozelandesi, stavolta) senza altro di meglio da fare. Elena Moltchanova, James Smithies ed Erin Harrington, guidati da Christoph Barcknet, lanciano l’allarme: “L’azienda Lego è diventata la più grande produttrice di giocattoli del mondo. L’abbiamo messa sotto esame per capire se i giocattoli sono diventati più violenti nel corso del tempo”.

Secondo i tre accademici, “la presenza di armi giocattolo nelle scatole dei mattoncini è diventata sempre più frequente”. Gli studiosi, si fa per dire, hanno preso in esame i cataloghi dei giocattoli Lego dal 1978 al 2014. E i dati parlerebbero chiaro: la violenza è aumentata. Anzi, è “significativamente aumentata: quei giocattoli non sono più innocenti come una volta”. Sfogliando il catalogo, dicono, “quattro pagine su dieci contengono scene di violenza”, e sotto gli occhi dei più piccoli scorrono “sparatorie e atmosfere sempre più violente”, dicono dall’Università di Canterbury, in Nuova Zelanda. Oggi quasi il 30% dei set Lego contiene almeno un’arma, mentre sui cataloghi la violenza cresce del 19% ogni anno. Anche l’espressività dei pupazzetti è cambiata nel tempo.

La Lego risponde: “Il conflitto fa parte del gioco, è una parte naturale nello sviluppo del bambino. Cerchiamo sempre di usare lo humour, quando è possibile, per abbassare il livello dello scontro”. O forse si poteva rispondere che sono solo certe ricerche idiote a istigare alla violenza.

Giorgio Nigra

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