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Amsterdam, 5 mar – E’ finito nell’occhio del ciclone Frits Huffnagel, il presidente del Gay Pride Amsterdam, per alcune sue dichiarazioni riguardo all’emergenza immigrati in corso ai confini tra Grecia e Turchia. Il sito olandese di notizie 31mag riferisce che Huffnagel, incaricato di coordinare le attività della settimana del Pride, è stato infatti messo in croce per aver dichiarato senza peli sulla lingua quello che molti pensano, ma che per paura di ritorsioni mediatiche, lettere scarlatte e roghi politicamente corretti nessuno è autorizzato a dire: “Questa gente non dovrebbe venire qui”, ha dichiarato Huffnagel al programma radio Spraakmakers. “Vediamo un bambino e pensiamo: poverino. Ma non vediamo che dietro a lui ci sono la madre e il padre che potrebbero essersi macchiati di crimini”, riferendosi agli immigrati che in questi giorni cercano di raggiungere l’Europa premendo sui confini tra la Turchia e la Grecia.

Bufera mediatica istantanea. Il Coc, l’associazione che tutela i diritti delle persone Lgbt in Olanda ha annunciato di aver sospeso la sua collaborazione con Pride Amsterdam, invocando provvedimenti contro Huffnagel: “Invitiamo l’organizzazione del Pride a prendere misure serie contro il suo presidente”, e ne ha chiesto le dimissioni immediate.  

Il commento del patron del Pride è inammissibile, tuonano le maggiori organizzazioni Lgbt e non solo: l’inclusività deve essere a 360° e prevede anche l’imprescindibile solidarietà verso gli immigrati, anche alla luce del fatto che la parata del Pride di quest’anno includerà per la prima volta un carro a forma di barca di rifugiati. Nel frattempo, le Ong olandesi esortano i consigli comunali a “mostrare leadership e generosità accettando almeno 500 bambini rimasti bloccati nei campi profughi greci”.

Intanto il governo del Paese tace su eventuali misure di aiuto agli immigrati provenienti dalla Turchia: ma le organizzazioni sperano che Amsterdam, Groningen, Utrecht e Nijmegen formino una “Coalizione di volenterosi” per convincere il governo a cambiare idea. “Il nostro appello alle autorità locali olandesi è quello di seguire l’esempio tedesco”, affermano i gruppi. “Dimostrate di essere pronti ad accogliere alcuni di questi bambini vulnerabili. ”

Cristina Gauri

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