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Roma, 5 mar – “Vent’anni di tagli alla sanità non si recuperano per decreto“. Filippo Anelli, della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), mostra di avere le idee decisamente chiare sull’attuale emergenza coronavirus e non le manda a dire alle istituzioni che per troppo tempo hanno provveduto a smantellare il sistema sanitario italiano. L’attuale epidemia “riporta il Paese alla definizione di priorità ineludibili alle quali il governo non potrà sfuggire”, ha dichiarato Anelli a Quotidiano.net. Sì, perché al di là dei palliativi e degli interventi temporanei per impedire il più possibile l’avanzata del virus cinese, l’Italia si porta dietro un problema annoso che andrebbe risolto a prescindere dalla situazione odierna. Non si scopre adesso la carenza di medici e infermieri, eppure chi governa e chi ha governato negli ultimi anni ha sistematicamente sottovalutato (per non dire puntualmente ignorato) questo vulnus.

Medici in Italia, pochi e stremati

Così adesso, come fatto notare da Anelli, “nelle zone rosse e in quelle gialle ci sono colleghi che non smontano a fine turno, restano in ospedale anche 36 ore di fila. È una prova di abnegazione pazzesca a fronte di organici inadeguati”. Il presidente della Fnomceo ha spiegato poi che “da stime sindacali entro il 2028 lasceranno il lavoro oltre 80mila medici ospedalieri e di base. La sanità italiana rischia di uscire gravemente impoverita”. Dunque “occorre reagire”, e ciò significa provvedere all’assunzione di medici e infermieri, senza aspettare oltre. Anche perché non si tratta semplicemente di evitare una falla futura, ma di provvedere a migliorare sensibilmente l’attuale quadro.

In ritardo anche sulle mascherine

“In questo momento – ha specificato Anelli – in Italia ci sono 60 medici di famiglia contagiati e posti in quarantena. Il dato è grave. E ancor più grave se si pensa che 100mila cittadini sono senza medico di base”. Occorrono quindi provvedimenti immediati e azioni decise, senza tergiversare e incagliarsi nel mare magnum della burocrazia. Certo, se pensiamo che “sulle mascherine ci si è mossi in ritardo”, come spiegato da Anelli, è piuttosto difficile essere ottimisti sulla capacità di reazione per quanto riguarda il miglioramento delle strutture sanitarie e le rapide assunzioni.

Eugenio Palazzini

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