Roma, 19 apr – Nella crisi coreana si sono usati toni da altri tempi: da una parte il solito Kim Jong-un promette una pioggia di fuoco sugli Stati Uniti (sai che novità) e dall’altra Trump parla di Usa pronti a qualsiasi azione per risolvere la questione, addirittura recentemente il Presidente degli Stati Uniti si è lasciato andare a dichiarazioni abbastanza esplicite parlando della squadra navale della USS Carl Vinson come di una Invicibile Armata (il riferimento è a quella spagnola del XVI secolo, che peraltro fece una brutta fine) diretta verso la penisola coreana.
Siamo sempre stati piuttosto scettici su certi ordini impartiti da Washington, del resto la Us Navy aggiorna quasi quotidianamente i movimenti dei propri Carrier Group, e avevamo già fatto notare come la Vinson in realtà stia effettuando una crociera tra il Mar del Giappone e il Mar Cinese Meridionale da due mesi a questa parte: nessun allarmismo particolare quindi, normale routine per una nazione che ha nella proiezione di forza il fulcro della propria politica internazionale. Ora abbiamo conferma, come riporta la Us Navy in un comunicato, che lo Strike Group della Carl Vinson, che comprende un incrociatore classe Ticonderoga e due cacciatorpedineri classe Arleigh Burke (e almeno un paio di sommergibili da attacco come vuole la tradizione non detta), invece di aver fatto rotta per la penisola coreana sia entrato nell’Oceano Indiano dopo aver attraversato lo Stretto delle Sonda, tra Giava e Sumatra, il 15 aprile scorso diretta con ogni probabilità verso l’Australia come da normali operazioni preventivate, dopo aver lasciato il porto di Singapore il giorno 8 aprile.

Paolo Mauri