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Roma, 7 ago – L’Italia regalerà alla Libia dodici motovedette. Saranno usate dalla Guardia Costiera libica per arginare il fenomeno dell’immigrazione illegale. Il provvedimento che sancisce il definitivo trasfeirmento delle motovedette è stato votato ieri alla Camera, con 382 sì, 11 no e un solo astenuto, dopo che era stato deciso da un decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 2 luglio. In sostanza il decreto, che dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale, prevede il trasferimento a titolo gratuito al governo libico di dieci unità navali CP classe 500 in dotazione alla Capitaneria di porto e due vedette da 27 metri classe Corrubia in dotazione alla Guarda di finanza. Inoltre è previsto uno stanziamento per il 2018 di più di 2 milioni e mezzo di euro per la manutenzione dei mezzi e l’addestramento del personale di Tripoli.
Tutto ciò ha lo scopo di “aiutare Tripoli a presidiare meglio la propria area di mare Sar al fine di salvare più vite umane e scoraggiare la partenza dei barconi della morte”, spiega una nota del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che sovrintende alla Guarda Costiera. Soddisfazione della Lega, malumori nelle opposizioni. Il Pd non ha partecipato al voto, nonostante il pacchetto di provvedimenti fosse in linea con quanto già stabilito dal governo Gentiloni e dall’allora ministro dell’Interno Marco Minniti. Inoltre il trasferimento delle motovedette è parte del Memorandum d’intesa che Gentiloni firmò con il premier libico Fayez al Serraj, e a sua volta deriva dagli accordi del governo Berlusconi del 2008 con il colonello Gheddafi. Tutto ciò non è però bastato per sedare gli animi ed evitare il parapiglia che si è scatenato in aula al momento del voto.
I deputati di +Europa, addirittura, hanno gridato all’incostituzionalità. In un’intervista a Repubblica l’esponente del partito di Emma Bonino, Riccardo Magi, ha dichiarato che regalare le motovedette significa andare in contrasto con la garanzia del diritto d’asilo prevista dalla Costituzione e che, così facendo, “stiamo affidando alla Libia l’incarico di respingere una parte consistente di chi parte e che invece meriterebbe protezione”. La posizione di +Europa non stupisce, visti i legami che Emma Bonino intrattiene con George Soros e la sua fondazione Open Society, ovvero il guru dell’immigrazionismo più selvaggio.
Anna Pedri
 
 

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4 Commenti

  1. Risulta lampante il fastidio di chi vorrebbe continuare a bollare la Libia come porto NON sicuro e così continuare il progetto di sostituzione delle etnie in Europa.
    Probabilmente questi soldi saranno spesi bene e la sinistra amen.

  2. Che schifo questi sinistri,noi italiani possiamo morire o crepare di fame e tasse………per i comunistoidi conta solo la loro amata negritudine……..per quanto riguarda la loro costituzione la usano indegnamente a targhe alterne,la interpretano…….. così come usano biecamente la loro stampa mediocre e parziale. Auguroni.

  3. “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge”
    così recita la Costituzione italiana; tradotto in termini concreti qualche MILIARDO di Stranieri da accogliere e mantenere vita natural durante,secondo questa on. Bonnino;
    che dire ?
    sempre bizzarro chi invoca la Legge quando per primo/a l’ha VIOLATA e nella maniera più devastante;
    a me risulta infatti che predetta Bonnino praticasse aborti clandestini (con una pompa da bicicletta) quando l’aborto era vietato per Legge in Italia.

  4. E’ piu’ Europa della Bonino che è contro la costituzione dato che prevede di cedere ulteriore sovranità del paese alla dittatura finanziaria estera.E la costituzioone parla chiaramente di sovranità del paese che và tutelata. E la Bonino, che divenne famosa grazie agli aborti procurati con lòe pompe delle biciclette, deve solo vergognarsi del suo passato

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