Roma, 14 set – È polemica, negli Usa, dopo che la Cbs ha intervistato l’ex consigliere di Trump, Steve Bannon. Un fotografo professionista, Peter Duke, ha accusato la rete di aver taroccato le immagini dell’ideologo conservatore per renderlo più mostruoso. In effetti, come si vede in un video, gli occhi e le labbra di Bannon appaiono rossi in modo innaturale, come se l’uomo non stesse tanto bene di salute, o magari fosse drogato o ubriaco. È evidente come sia stato aumentato il livello di saturazione. L’intervistatore, al contrario, appare più chiaro e fresco. L’illuminismo contro l’oscurità, in pratica. Osservando le tende dietro ai due, che sono dello stesso colore, è facile capire il livello del taroccamento.


La tecnica, tuttavia, non è affatto nuova e, in passato, è stata usata anche per il “fuoco amico”. Il sito malainformazione.it ha infatti ricordato come Hillary Clinton, sfidando Barack Obama nel 2008 alle primarie del Partito democratico, abbia regolarmente scurito la carnagione del candidato concorrente. Secondo uno studio, infatti, gli elettori liberal tendono a vedere la carnagione di Obama in modo più chiaro, mentre quelli conservatori lo vedono più scuro. Il che può anche significare che un’alterazione artificiale della sua carnagione possa influenzare il voto. Riportando i risultati della ricerca, l’Ansa del 23 novembre 2009 si chiedeva, facendo finta di ragionare in modo ipotetico: “Se le foto del presidente Usa Barack Obama in campagna elettorale fossero state ritoccate, scurendone o schiarendone la carnagione, queste immagini potrebbero aver influenzato il risultato delle urne”.

È davvero singolare questa tendenza dei bravi e buoni democratici, che cercano di rendere più nero l’uomo nero, giocando con stereotipi ancestrali di cui anche loro sono vittime. C’è inoltre qualche sospetto sul fatto che Obama stesso abbia modificato la sua immagine, schiarendola per sembrare più “rassicurante”. Lo stesso sembrano aver fatto i media politicamente corretti nel presentare il loro idolo (l’osservatorio sulla malainformazione presenta diversi esempi concreti). Insomma, siamo alle solite: i “buoni” vengono taroccati in meglio, i “cattivi” in peggio. Anche se fa un po’ ridere vedere le icone nere dell’antirazzismo sbiancate per fare meno paura.

Giorgio Nigra

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