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Parigi, 22 feb – Vi ricordate quanti festeggiamenti da parte della sinistra italiana, Partito Democratico di Renzi in testa, per la vittoria di Emmanuel Macron in Francia? Un illuminato al potere, scrivevano fiancheggiatori ed estimatori della rivelazione politica transalpina, un vero europeista alla guida della nazione francese, un convinto assertore dei diritti umani, aggiungevano. Poi, pian piano, il liberale e liberista Macron è scomparso dalle cronache dei giornaloni, la sua leggenda si è sfumata, l’esempio da imitare è svanito.
Tutto è cominciato dal “muro” francese al confine di Ventimiglia, dalla porta sbarrata ai “migranti” che tentavano il passaggio in Francia, dall’indifferenza, anzi dall’ostilità di Macron a qualsiasi ingresso clandestino nel suo paese. Macron come Le Pen, anzi meglio della Le Pen visto che lui è al potere, mentre la pasionaria della destra è all’opposizione. E ora addirittura il sorpasso “a destra” del leader del progressismo francese: Macron promette di espellere gli immigrati clandestini dalla Francia e preannuncia il carcere per tutti coloro che violeranno le regole sull’immigrazione.
Mentre in Italia ancora si discute di ius soli, mentre il leader di “Liberi e Uguali” Grasso, insieme alla sua sodale Boldrini, predicano non solo l’integrazione e la cittadinanza di tutti i nostri clandestini, ma anzi auspicano altri liberi arrivi dalla Libia e da tutto il continente africano, Macron li vuole cacciare.
Dove è finita l’ammirazione della sinistra italiana per il nuovo re Sole di Francia? Nessuno che critica il pragmatismo e il neo-nazionalismo del presidente francese. Un politico con senso di realismo capace di archiviare apparentemente la favola progressista per far fronte ad un’invasione sempre più massiccia e incontrollata. Macron con una svolta lepenista “scopre” che prima viene la Francia e solo dopo l’Europa.
Ora Parigi ha deciso che i tempi per l’esame della condizione di rifugiato passano da 11 mesi a 6 mesi, senza appello. Se non si ha diritto all’asilo, si è espulsi immediatamente e in attesa del rimpatrio non si circola liberamente come avviene qui da noi, ma si finisce nei centri di detenzione la cui permanenza passa da 45 a 90 giorni. E chi entra illegalmente in Francia viene spedito in carcere per un intero anno e paga in più 3.750 euro di multa.
Anche oltre confine la sinistra, le associazioni pro-migranti, quelle che come in Italia fanno affari con gli sbarchi, protestano ma Macron, tira dritto per la sua strada. Resta da chiedersi, se questi provvedimenti li avesse proposti la Le Pen cosa sarebbe successo? Essere mondialisti e “di sinistra” aiuta.



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