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Lakewood, 17 ago – Mentre in Svezia un giudice ha dato ragione a una donna musulmana che non stringe la mano per la sua fede religiosa, negli Stati Uniti un pasticciere cristiano viene  trascinato in tribunale per lo stesso motivo. E rischia la condanna.
Il pasticciere in questione, Jack Phillips, famoso per realizzare alcune tra le torte di compleanno migliori del Colorado, si è rifiutato di realizzare una torta che commemora l’anniversario di un cambio di sesso e il potenziale cliente lo ha denunciato. Secondo Phillips e le sue convinzioni religiose di cristiano protestante, il cambio di sesso è una cosa contraria alla sua morale e per questo ha rifiutato di soddisfare le richieste di un cliente. Lo stesso aveva fatto in passato: una volta perché ha rifiutato di preparare torte in occasione della festa di Halloween, e un’altra perché ha detto no al catering dei dolci per un banchetto nuziale di una coppia gay. Insomma, un uomo coerente.
Dopotutto, ogni esercente dovrebbe essere libero di accettare o no la realizzazione di un lavoro. Per di più se non impone il suo credo a nessuno, limitandosi ad arrecare un danno economico solo a se stesso. Pensiamo per un attimo a cosa succederebbe se si chiedesse a un pasticciere ebreo di realizzare dolci non kasher, o a uno musulmano venisse commissionato un babà al rhum.
Per di più, Phillips non è un immigrato ma un americano a tutti gli effetti. Per questo, probabilmente, non va bene poter rivendicare la propria fede e vivere secondo la propria coscienza. Anche perché Phillips non ha mai fatto mistero della sua religione, avendo esposto in bella mostra nel suo negozio una bibbia.
Tutte questioni che sembrano passare in secondo piano per i suoi accusatori, che hanno persino tirato in ballo la Corte Suprema americana, che dovrà stabilire se il comportamento del pasticciere sia punibile o no. Lui si difende invocando il primo emendamento della Costituzione americana, quello che tutela la libertà di opinione. Ma i suoi detrattori affermano che il pasticciere con i suoi no alle torte per coppie gay e per gente che ha cambiato sesso viola le leggi anti discriminazione.
Anna Pedri
 

3 Commenti

  1. È una brava persona. Anche con i piccoli gesti si può far capire quale sia la retta via. Gesù non si sarebbe certo limitato a questo… Comunque è chiara la provocazione degli omosessuali: esiste solo quel negozio? È ovvio che c’è l’intento di intimidire chi non si adegua al politically correct. Ma non ce la faranno mai: la natura non si cambia.

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