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Londra, 18 feb – La Oxfam, una delle più grandi e blasonate organizzazioni umanitarie della Gran Bretagna. Fondata nel 1942 per combattere le penurie alimentari del periodo bellico (Ox-Fam è un acronimo per Oxford Committee for Famine Relief) è diventata un colosso multinazionale tra le Ong. Come tutti, sanno perchè si tratta della cronaca di questi giorni, è al centro di un grosso scandalo in quanto i suoi rappresentanti si sono macchiati in modo costante e per un gran lasso temporale di violenze sessuali su minori, sfruttamento della prostituzione e vari crimini di natura amministrativa proprio nei siti di gravi crisi umanitarie o di disastri ambientali (terremoto di Haiti, carestia nel Sudan) dove questi teoricamente dovevano portare aiuti e conforto.

In Gran Bretagna molte di queste organizzazioni o sono nate o hanno comunque il loro quartiere generale e lo scandalo sta avendo un grosso eco, le inchieste si allargano: si pensi che anche Save the Children ed addirittura la Croce Rossa sono sotto inchiesta ed hanno ammesso che loro membri e volontari si sono macchiati degli stessi reati. Il governo poi si è visto costretto a sospendere i lauti contributi e le esenzioni fiscali ad Oxfam (£ 300 milioni all’anno). Tutti si aspettano ora che anche i generosi privati (e le note fondazioni “filantropiche” internazionali) chiudano in gran parte i cordoni delle pingui borse che foraggiavano l’organizzazione (con conseguenti benefici a livello contributivo) per un bel pezzo almeno allo scopo di evitare imbarazzi e ritorni di immagine negativi.

Lo sfruttare ed il molestare quelli che dovrebbero esser invece l’oggetto delle amorevoli cure di questi “operatori umanitari” sembra siano costanti che accompagnano queste armate della carità pelosa e del buonismo ipocrita. Se ci mettiamo pure il carico degli episodi legati a crimini amministrativi, corruzione, inchieste ed investigazioni che fanno emergere le collusioni con trafficanti di uomini e losche cooperative che lucrano sulla cosiddetta accoglienza. Diciamo che i nostri campioni dell’altruismo non ne escono proprio benissimo.

Per dire: la stessa Oxfam si era spesa non poco per i cosiddetti “migranti” che affollavano (e affollano) la costa Francese sul Canale della Manica in attesa di passare clandestinamente in Inghilterra. La storia la conosciamo: 10mila disperati ai quali era stato inspiegabilmente permesso di costruire un orribile insediamento abusivo (“La giungla di Calais”) dove non vigeva nessuna legge e dal quale partivano gli assalti ai mezzi commerciali diretti in gran Bretagna, ai traghetti, i blocchi stradali, gli scontri feroci tra etnie differenti o la polizia francese. Quando, fronte ad una situazione ormai insostenibile, è stato deciso di smantellare il campo abusivo e disperdere i clandestini in vari centri su tutta la Francia (ovviamente di espellerli non se ne è manco parlato), la Oxfam e le altre “charity associations”, britanniche (una delle più attive è senz’altro “Care 4 Calais”) sono insorte. Queste Ong, mentre gli abitanti locali esasperati dall’insicurezza, i crimini e il degrado chiedevano l’intervento delle autorità per uno sgombero immediato, centinaia di ragazzotti britannici con lo sguardo sognante, la testa piena di melensa propaganda ed i portafogli sovente gonfi, si aggiravano tra le baracche dei clandestini fornendo un supporto logistico imponente e dando dritte su come riuscire ad arrivare in Uk e nel caso cosa fare per restarci il più a lungo possibile. Così. Indisturbati, per anni. Divenendo una delle ragioni principali del degrado e dell’illegalità perché incoraggiati proprio da questi comportamenti i clandestini arrivavano sempre in numero maggiore.

Sino a che si è arrivati al punto di rottura e allo sgombero, denunciato da tutte queste organizzazioni come un crimine imperdonabile contro i diritti di questi poveri individui. Peccato che, forse per coerenza con la prassi che poi sarebbe emersa un paio d’anni dopo, già nel 2016 era esploso uno scandalo in seguito ad un rapporto dell’Unhcr (l’Agenzia Onu per i rifugiati) che indicava come proprio a Calais gli membri di varie ONG si erano macchiati di sistematici abusi su minori (anche bambini) e non, sia maschi che femmine, commessi a loro volta da operatori di entrambi i sessi. Guarda caso, appena questi scandali hanno cominciato ad emergere, la Giungla venne smantellata.
Non si pensi che i nostri eroi abbiano mollato la presa. Tra l’esasperazione crescente dei locali francesi, le Ong continuano ad operare indisturbate lungo la costa francese. Grazie a loro, grazie ad iniziative demenziali tipo la “refugee community kitchen che si propone non solo di nutrire gli immigrati clandestini ma anche di farlo in modo etico, con cibo sano ed in un’ambiente gioioso (vedere i filmati per credere), si stanno di nuovo formando grosse sacche di illegalità e degrado. Frotte di disperati stanno tornando. Si accampano attorno al sito della vecchia Jungla. Del resto quello è il posto migliore per tentare il salto verso l’Inghilterra. Se poi sono disponibili anche dei Britannici disposti a dare un supporto concreto a farsi invadere, che si può chiedere di più?
Le dirette conseguenze non si son fatte attendere: pochi giorni fa è riesplosa la violenza. Bande di Eritrei ed Afghani si sono affrontate. Questa volta con armi da fuoco. 22 feriti tra i quali 2 poliziotti, 5 piuttosto gravi. È la prima volta che si spara a Calais ma dubitiamo sia l’ultima.
Davide Olla

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3 Commenti

  1. e´solo l´inzio di una sotrtile fredda vigliacca guerra di religione, volutaed orchestrta dlla sinistra e dallÍSLAM , il resto solo cazzate

  2. e´solo l´inzio di una sotrtile fredda vigliacca guerra di religione, volutaed orchestrta dlla sinistra e dallÍSLAM , il resto solo cazzate questo e´il mio primo commento su questo articolo, poi se vi e´stao ordinato di non pubbblicare cio che da fastidio andate a fare in culo

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