Parigi, 16 apr – “Non ho parole, questa ferita alla cattedrale di Notre-Dame è terribile, ma è una sciagura che viene dal cielo e si abbatte sulla nostra società sempre più precaria e senza fondamenta”, è il grido di dolore di Gérard Depardieu, che in un’intervista a Repubblica ha commentato l’incendio che ha devastato la cattedrale di Notre Dame, esprimendo tutto il proprio sgomento per la sciagura avvenuta a Parigi. “È un colpo durissimo che mi turba profondamente […] È una brutta ferita per la città intera”.

Dolore e rabbia

Dolore sì, ma anche tanta rabbia. Dal castello di Tigné nel cuore dell’Anjou, Valle della Loira, l’attore non esita a puntare il dito contro l’organizzazione dei lavori di restauro: “Mi spaventa e mi fa indignare soprattutto la dinamica dei fatti. Un incendio che è divampato su un’impalcatura installata per lavori di conservazione. Mi è subito tornato in mente il rogo del Teatro La Fenice di Venezia. Era il 1996, oggi siamo nel 2019…”. Un’occasione, questa, per sferrare l’ennesimo, evidente atto d’accusa a Macron, contro il quale Depardieu non è mai andato per il sottile: “Oggi la nostra società paga il prezzo dell’incapacità di governare e di fare bene le cose. Nel piccolo come nel grande mancano i professionisti che sappiano lavorare in sicurezza e con la massima affidabilità…”.

E poi lo spazio per uno struggente ricordo: “Ho ancora impresse nella mia mente le migliaia di persone che erano venute ad ascoltare la mia lettura di Sant’Agostino d’Ippona. Tremila persone dentro Notre-Dame, più di quattromila all’esterno”…

Cristina Gauri

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