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renzi obamaWashington, 18 apr – Serve un più d’America all’Europa. Sembra essere questa l’unica conclusione degna di nota uscita da quell’incontro fra vecchi amici che è diventata la visita di Matteo Renzi a Barack Obama.

Per il resto solo battute e siparietti, nonché tanti, reciproci complimenti. Segno che il premier italiano ha fatto i compiti a casa e si è meritato uno zuccherino. Il presidente del Consiglio, del resto, largheggia in complimenti: “È un onore per me e per il governo essere qui alla Casa Bianca, nel cuore della libertà. Voglio ringraziare il presidente Obama per la straordinaria leadership che sta esperimento a livello di politica estera e nel modello economico. Non posso che apprezzare il lavoro svolto dagli Usa nella complessa vicenda di Cuba”.

Non manca l’auspicio, da parte di Renzi, che il 2015 sia “l’anno della svolta per il Trattato di libero scambio tra Europa e Stati Uniti”. E ancora, per non farsi mancare nulla: “Ringrazio Obama per lo straordinario contributo profuso per la nostra Liberazione” (in che battaglione era arruolato Obama nel 1945?).

Di rimando, l’inquilino della Casa Bianca incorona Renzi con un endorsement senza sfumature: “Bentornato Matteo. Sei venuto qui alla Casa Bianca qualche anno fa, eri il giovane e dinamico sindaco di Firenze, oggi sei il giovane e dinamico presidente del Consiglio italiano. Si vedeva già allora che avevi energia e senso di visione per il futuro”.

E ancora: “Abbiamo lavorato insieme in tante occasioni, sono rimasto impressionato dall’energia di Renzi, dalla sua visione del futuro e dalla sua spinta verso le riforme, soprattutto dalle riforme che ha portato avanti per l’economia italiana. Può fare molto e non solo nel suo paese, può avere un ruolo da leader in Europa”.

L’atmosfera è di quelle super-amichevoli. “Gli ho portato una bottiglia di vino”, scherza il premier italiano. “Sarebbe stato offensivo da parte mia non assaggiarlo”, la risposta dell’americano fra il divertimento del pubblico.

In tutta questa melassa si cercherebbe invano una decisione forte su qualche tema d’attualità, un impegno concreto, una scelta davvero politica. Niente di tutto questo, solo banalità diffuse su austerity, Libia, Iran, immigrazione, terrorismo etc. Renzi, tuttavia, porta a casa un investitura in piena regola. Obama l’ha fatto capire: il nostro uomo, in Europa, è lui.

Giorgio Nigra

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