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palmiraDamasco, 16 mar – L’esercito siriano, con il supporto dell’aviazione russa, guadagna terreno nella zona di Palmira ed ha iniziato l’offensiva per la riconquista dell’intera area occupata dall’Isis. A riferirlo è la tv libanese al Manar che parla di “grande avanzata” delle truppe di Assad che stanno usufruendo della “massiccia copertura di aerei russi”. Dopo aver ripreso il controllo di Tel 800 e al Muammedan, località a circa 7 km a ovest del sito archeologico Patrimonio dell’Umanità, l’esercito siriano, sempre secondo al Manar, sta avanzando verso il monte al Hail e verso Tel 900.



La notizia giunge all’indomani dell’annuncio di Vladimir Putin dell’inizio del ritiro delle truppe russe dal territorio siriano, è quindi ancor più significativa perché mostra la volontà di Mosca di non disimpegnarsi totalmente proseguendo la lotta al terrorismo in Siria al fianco di Assad. Questo non significa che Putin manterrà, malgrado le dichiarazioni ufficiali, l’esercito russo nel territorio siriano. Un parziale ritiro è già iniziato ieri, con dieci aerei militari russi tornati in patria, ma fa pensare che le offensive di Mosca contro i jihadisti proseguiranno ancora per giorni se non per mesi. Forse almeno fino alla riconquista definitiva di Palmira da parte dell’esercito siriano che, al di là dell’indubbio valore simbolico, sarebbe fondamentale per le sorti del conflitto.

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La ripresa del sito archeologico e il controllo dell’intera aerea aprirebbe alle truppe di Assad la strada verso Raqqa. Dopo le riconquiste territoriali nel nord-est della Siria, cartina geografica alla mano si può facilmente comprendere infatti come lo Stato islamico sarebbe a quel punto schiacciato nella città di Raqqa e nell’area limitrofa.

Eugenio Palazzini

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