34E60D4D00000578-0-image-m-15_1464981207833Parigi, 7 giu – Un accampamento abusivo di circa 2mila persone è stato sgomberato intorno alle sei di ieri mattina dalla polizia francese a Parigi nei pressi dell’imbarco Eurostar destinazione Londra. Gli immigrati sono stati caricati su diversi autobus e condotti all’interno di circa sessanta strutture temporanee di accoglienza in ogni parte della Francia. L’episodio segue l’annuncio del sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, in merito alla costruzione di un campo profughi umanitario proprio nel centro della città entro quest’estate col fine di regolarizzare la situazione causata dalle diverse baraccopoli abusive che nascono nella capitale ed in tutto il paese. Gli immigrati, molti dei quali avevano già tentato di oltrepassare la frontiera per raggiungere il Regno Unito recandosi nella cittadina di Calais sulla costa settentrionale che guarda alla Gran Bretagna, si erano da tempo fermati nei pressi di “Gare du Nord”, stazione dalla quale partono appunto i treni che collegano direttamente con la capitale inglese, una destinazione per la quale gli immigrati arrivano a pagare migliaia di euro ai “contrabbandieri” che si offrono di portarceli.



A fornire tende e cibo alcune associazioni di volontariato tra cui l’Esercito della Salvezza , organizzazione missionaria cristiana che nasce a Londra due secoli fa ed affonda le sue origini nella Chiesa metodista. Un aiuto che non impediva ai migranti di doversi lavare presso le fontane pubbliche di Parigi, con il timore del diffondersi di malattie contagiose come la scabbia. Nel corso dello sgombero, peraltro, episodi di violenza tra le gang di differenti nazionalità presenti, formate soprattutto da eritrei, sudanesi e afgani. Il ministero dell’Interno francese Emmanuelle Cosse ha dichiarato: “I campi non sono la soluzione. La soluzione è ricevere le persone in località differenti all’interno di strutture pre-esistenti che consentano l’integrazione nel paese”.

Una posizione molto diversa da quella espressa proprio ieri da Sebastian Kurz, ministro degli Esteri australiano, che ieri suggeriva agli europei misure decisamente meno accomodanti: “i migranti dovrebbero essere portati all’interno di campi di detenzione in qualche isola dell’Egeo o del Mediterraneo invece di lasciarsi entrare sul territorio dell’Unione Europea. L’Australia ha problemi simili ed il nostro modello non può essere replicato ma i suoi principi possono essere applicati benissimo anche in Europa”.

Emmanuel Raffaele

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1 commento

  1. Se non li rimetti sui barconi e li rispedisci in Africa, puoi sgomberare tutti i cazzo di campi che vuoi, ma non risolvi il problema.

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