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Maradah, 27 dic – Ha raggiuto il record storico del 2015, il petrolio, in seguito all’esplosione, avvenuta ieri, dell’oleodotto nel nord est della città di Maradah, in Cirenaica. L’impianto collega i pozzi della Cirenaica al terminal di Es Sider, il porto principale per l’export di greggio libico. L’oro nero ha raggiunto cifre vicino a 67 dollari al barile nel caso del Brent e a 60 dollari nel caso del Wti.



Secondo le stime, a causa dell’incendio che si è sprigionato dopo l’esplosione, ci sarebbe già nell’immediato una perdita di produzione da 70.000 a 100.000 barili al giorno, che ridurrebbe così del 10% la produzione giornaliera del petrolio prodotto in Libia. Attualmente la produzione nell’oleodotto esploso si stava assestando sui 260.000 barili al giorno, con ingenti sforzi per riportare i livelli di produzione a quelli dei tempi precedenti al caos libico, del 2011, quando nel Paese si producevano 1,6 milioni di barili di petrolio al giorno. Il terminale era rimasto inattivo per oltre due anni, e solo nel marzo scorso aveva ripreso la produzione, dopo che il generale Khalifa Haftar l’aveva riconquistato, e che oggi controlla la zona appoggiato da Egitto, sauditi e francesi. Dopo l’esplosione, anche il pompaggio al terminale di Al Sider è stato interrotto.

A far saltare l’oleodotto, di proprietà della Wafa Oil Co, joint venture tra la National Oil Company (Noc) e i partner americani Hess Corp, Marathon Oil e ConocoPhillips, è stato un commando armato, che secondo fonti dell’Esercito nazionale libico (LNA) sarebbe riconducibile ai “militanti islamici delle cosiddette Brigate di Difesa Bengasi”. Cioè il ramo locale dell’Isis, che nella zona risulta ancora attivo. Stando alle prime ricostruzioni dei militari, basate su testimoni oculari, i terroristi sono arrivati sul posto a bordo di due vetture e hanno minato l’impianto con gli esplosivi.

Al momento, anche se ancora nessuno l’ha rivendicato, l’attentato rappresenta il primo importante attentato a una struttura energetica dal 2011, che avrà ripercussioni importanti sul futuro della regione e dell’interro Paese.

Anna Pedri

 

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3 Commenti

  1. Questo articolo dovrebbero leggerlo quei “somari” di sky che prima di dire e definire l’isis come un pericolo oramai scampato , che pontificano con i loro esperti comunisti da quattro soldi di terrorismo globale ,per non definirlo islamico, quale è. Tutti conoscono l’importanza del petrolio e gli speculatori che ci ‘ mangiano’ sopra…. altrimenti non si comprenderebbe come governi e multinazionali continuino a spingere su tale combustibile fossile quando con veri incentivi e volontà politica forte di potrebbero utilizzare

  2. Forme ibride di trasporto ed energia utile per il riscaldamento e altri scopi….ma sino a quando per essere banali una auto ibrida decente parte da 20/30 mila euro ed un impianto combinato per una modesta abitazione va dai 10 ai 15 mila euro, senza una forte volontà politica basata su forti incentivi , il petrolio sarà ancora fondamentale per tanto tempo …..ed altri oleodotti subiranno attacchi……

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