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Roma, 27 dic – Potrà il quattro volte campione del mondo di Formula 1 Lewis Hamilton – e non in quanto pilota ma in quanto essere umano, zio nello specifico, come tutti gli altri – fare a suo nipote una banalissima battuta? No, perché nell’era dell’indignazione a comando è sempre pronta a scattare la gogna mediatica.

Galeotto fu un video pubblicato dal pilota inglese, molto attivo in campo social, su Instagram. Nei pochi secondi del filmato Hamilton, che sta giocando con il nipote, lo sgrida: “Sono così triste, guardate mio nipote: perché hai chiesto un abito da principessa per Natale?”. Risposta del piccolo: “Perché mi piacciono”. Risponde a sua volta l’asso della Mercedes: “I maschi non indossano abiti da principessa”. Osservazione banale, quasi scontata, di quelle che tutti facciamo ogni giorno senza per questo voler imporre dogmi pedagogici. Ma che nel mondo isterico votato alla filosofia gender suonano come una bestemmia.

Si è così scatenata, specialmente su twitter, la corsa per mettere Hamilton alla berlina. La sua colpa? Non aver lasciato esprimere suo nipote. Come se nel video lo aggredisse o gli strappasse a forza i vestitini da principessa che sembrava non gradire. Nulla di tutto questo è successo, solo la frase proferita è bastata a creare il putiferio. Tanto che, a poche ore di distanza, il pilota ha dovuto fare marcia indietro per evitare che lo shitstorm – perché di questo si tratta – degenerasse: “Ieri ho preso in giro mio nipote e ho realizzato di aver usato parole inopportune e ho rimosso il post. Non avevo intenzione di offendere nessuno. Adoro il fatto che mio nipote ami esprimersi come crede come tutti dovremmo. Le mie scuse più profonde, perché non si può accettare che qualcuno, non importano le origini, sia emarginato o inquadrato in uno stereotipo. Avrà sempre il mio sostegno chi vive la sua vita esattamente come lo desidera e spero che questo mio scivolone venga dimenticato”.

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3 Commenti

  1. avete preso il personaggio sbagliato.
    lewis fa tutto quello che fa, solo per notorietà.
    prendete ad esempio il tweet contro trump…

    se hai un nipote cosi, la domanda non è, perche lo filmi, ma perche posti il filmato che hai fatto su instagram…
    che vuoi ottenere?

    una considerazione importante assente dall’articolo; il bimbo in questione ha 4 anni.

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