Il Primato Nazionale mensile in edicola

Townfield, 20 set – Il Regno Unito è sempre più ostaggio dell’integralismo islamista e il modello multiculturale sta lasciando inesorabilmente il posto alla colonizzazione di usi e costumi da parte dai musulmani. L’ultimo episodio sintomatico di quanto la società senza confini ha prodotto si è verificato nel pomeriggio del 15 settembre a Townfield, nel Buckinghamshire, proprio mentre era in corso la preghiera del venerdì, il giorno sacro per i musulmani. Alcuni poliziotti sono stati aggrediti perché non si sono tolti le scarpe nel corso di un controllo in moschea, e sono stati accusati di aver violato la sacralità del luogo e di aver disturbato la loro preghiera.

Gli agenti erano stati chiamati per sedare una rissa che era scoppiata fuori dal luogo di culto a causa del forte afflusso di fedeli. Pare che addirittura la strada per arrivare in moschea fosse chiusa al traffico e fuori ci fossero tra le 400 e le 500 persone. Una volta sul posto, dopo aver calmato gli animi e sedato gli schiamazzi, gli agenti hanno deciso di effettuare un controllo più scrupoloso all’interno dei locali della moschea e sono entrati, con la scarpe addosso.

Non l’avessero mai fatto. I musulmani all’interno, riuniti in preghiera, alla vista dei militari con le scarpe hanno dato in escandescenze e li hanno aggrediti. Come se non bastasse, tra i poliziotti c’era anche una donna e questo ha scatenato ulteriormente l’ira degli islamici che pregano rigorosamente separati dalle donne. E così, una volta sedata la rissa all’esterno della moschea, un’altra è scoppiata al suo interno.

Vi mostriamo il video dell’aggressione, che sta facendo il giro della rete, con le urla e gli spintoni da parte dei fedeli che hanno interrotto la loro preghiera per protestare contro i poliziotti con le scarpe, che hanno dovuto spiegare le loro intenzioni ai musulmani.

 

https://www.youtube.com/watch?v=0CcJpZiqmCg

Anna Pedri

La tua mail per essere sempre aggiornato

1 commento

  1. non è tanto il dato “scarpistico” a fare impressione (ovvio che un “officer” calzi le scarpe ovunque dovendo stare in prontezza operativa: sarebbe come prentendere che un Vigile del Fuoco non indossi la combinazione ignifuga su allarme anti-incendio) ma il “who is she ?” che in inglese suona* come “chi è questa qui ?” rivolta alla poliziotta all’interno della “moschea” ricordando che il tutto si svolge in Gran Bretagna e non in Allahkistan.

    * “who is she ?” in inglese ed in quel contesto ha un significato assai poco “polite” ed è quindi molto più compiutamente traducibile con “chi è questa qui ?” piuttosto che nel grammaticalmente corretto “chi è lei”…

Commenta