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Londra, 22 ott – Il prossimo 31 dicembre scadranno gli accordi tra Regno Unito e Unione europea sulla libera circolazione delle persone. In sostanza, dal 1° gennaio 2021 Londra potrà accettare o espellere chi riterrà più opportuno. È una delle tante tappe del lungo e accidentato percorso verso una Brexit completa ed effettiva. E, in proposito, il governo britannico ha già le idee chiare. Come ha svelato Antonello Guerrera su Repubblica, il segretario di Stato per gli affari interni del Regno Unito, ossia l’equivalente del nostro ministero degli Interni, annuncerà un giro di vite sui cittadini comunitari residenti in Gran Bretagna.

Basta privilegi a 12 stelle

«Per troppo tempo, le leggi dell’Unione europea hanno permesso di far entrare nel nostro Paese criminali stranieri, che abusano dei nostri valori e minacciano il nostro modo di vivere», ha infatti dichiarato il ministro Priti Patel. Di conseguenza, «dal 1° gennaio 2021 finirà la libertà di movimento Ue per noi e il Regno Unito sarà un Paese molto più sicuro, grazie ai nostri controlli ai confini: i criminali europei saranno trattati come tutti quelli degli altri Paesi». Insomma, basta trattamenti di favore per tutti quei cittadini Ue che compiono reati in Gran Bretagna.

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La nuova legge del Regno Unito

Secondo gli accordi di transizione verso la Brexit, infatti, Londra poteva espellere cittadini comunitari solo in caso di minaccia conclamata. In pratica, se un cittadino Ue residente nel Regno Unito avesse commesso uno stupro o un omicidio, il governo britannico non poteva procedere all’espulsione. Secondo la nuova legislazione, invece, l’espulsione – o il divieto di entrata nel Regno Unito – scatterà per tutti quei cittadini (Ue o non Ue) che si sono macchiati di crimini che hanno comportato oltre un anno di carcerazione. Per quanto riguarda reati minori o condanne sotto i 12 mesi di prigione, il ministero dell’Interno valuterà caso per caso.

Donna, immigrata e brexiter

Il ministro degli Interni britannico, Priti Patel

Un’ultima notazione che non farà piacere ai fan globalisti e agli europeisti più incalliti: la promotrice (ed esecutrice) della nuova legge è, appunto, Priti Patel, ossia donna, immigrata e, secondo il Corriere della Sera, anche «bulla». Nata a Londra da genitori indiani trasferitisi in Gran Bretagna, la Patel è una brexiter convinta che certo non vede di buon occhio Bruxelles. Da sempre nel Partito conservatore, ha ricoperto diverse cariche ministeriali anche nell’esecutivo di David Cameron e in quello di Theresa May. E ora, da ministro degli Interni di Boris Johnson, è più che pronta a usare il pugno di ferro. Senza guardare in faccia a nessuno.

Gabriele Costa

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1 commento

  1. In UK hanno un problema enorme con la criminalità rumena e polacca. Alcuni anni fa distribuivano opuscoli su come difendersi dai trucchi dei ladri nella metro e negli autobus, essendo per loro nuova un’ondata di ladri del genere. Giustamente, hanno già la loro di criminalità da cui difendersi. Se non avessimo i rumeni in Europa non dovremmo sottostare alle stesse regole anche noi. E anche spagnoli, greci, olandesi…

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