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Portland, 24 ago – La cosiddetta «maggioranza silenziosa» non è più tale. Per lo meno non lo è stata sabato scorso a Portland, Oregon, dove centinaia di manifestanti pro Trump si sono radunati per dare sostegno alla polizia e alla campagna di rielezione del tycoon, ingaggiando violenti scontri contro le frange più violente dei sostenitori del Black lives matter.

Portland ritorna quindi nuovamente ad essere la città-scenario dove la protesta sociale appare maggiormente polarizzata: da una parte lo strapotere dei movimenti antirazzisti e antifascisti, «coccolati» dalle istituzioni cittadine nonostante le devastazioni e i saccheggi perpetrati da ormai 3 mesi, dall’altra i supporters di Trump che accusano il sindaco di Portland, Ted Wheeler, e la sua amministrazione, di non aver autorizzato le forze di polizia a reprimere in modo più deciso e aggressivo le violentissime proteste, i vandalismi e i numerosi soprusi compiuti in nome della morte di George Floyd.

«Siamo qui a sostegno della legge e dell’ordine e della nostra città», è la testimonianza di un manifestante raccolta dal sito Opb. «Riteniamo che la violenza [dei Blm] non sia necessaria per portare la pace, perché Martin Luther King non usò la violenza nella pratica della disobbedienza civile». Al tempo stesso i sostenitori del presidente uscente hanno fatto capire di non essere disposti a tollerare ulteriormente le aggressioni degli antirazzisti: e quindi, tra una parata di scudi con riferimenti ai complottisti di QAnon e una sfilata dei Proud Boys (un’organizzazione nazionalista per soli uomini), armati di spray al peperoncino e alcune armi da fuoco, recanti striscioni con le scritte No Marxism in America Rally e Trump 2020 Cruise Rally i componenti del corteo – non autorizzato – si sono dato appuntamento a mezzogiorno di sabato nel centro cittadino.

Varie sigle antifasciste, tra le quali Popular Mobilization PDX si sono prontamente organizzate in una contromanifestazione di fronte al concentramento dei conservatori. Ne è seguito ben presto un lancio di oggetti. Alcuni manifestanti pro Trump hanno sparato con pistole da paintball e spray al peperoncino sui controdimostranti. Altri hanno usato mazze da baseball. Molte persone indossavano elmetti e giubbotti antiproiettile mentre si davano pugni, calci e si strattonavano. Gli scontri sono durati a più riprese, fino alle 13:45, quando la polizia di Portland è riuscita a disperdere i manifestanti.

I video della protesta

Cristina Gauri

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