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Roma, 24 ago – Il “brillante compagno” è in coma? Stando a quanto riportato dal quotidiano di Seul Korea Herald e rilanciato da buona parte dei media, parrebbe proprio di sì. Kim Jong-un è in fin di vita e alcuni suoi poteri sarebbero già passati di mano, delegati alla sorella Kim Yo-jong. Quest’ultima è una figura emersa in particolare negli ultimi due anni, perché sovente ha sostituito il fratello durante gli incontri internazionali. Una visibilità notevole che dunque, stando agli attenti (e spesso fallaci) analisti delle questioni nordcoreane, ne evidenzia l’irresistibile ascesa. Eppure, come noto, non è affatto la prima volta che corrono e si rincorrono voci sullo stato di salute del leader di Pyongyang. Dato per malato terminale o addirittura morto più volte, talmente tante che ormai ogniqualvolta esce un “necrologio” sui giornali di mezzo mondo, in pochi credono realmente che le cose stiano così.

Nessuna prova

D’altronde di conferme ufficiali da parte della Corea del Nord non ce ne sono. E questo, certamente, significa poco vista la cortina di silenzio con cui il regime comunista nasconde quanto accade nel Paese. Ma da chi è stato imbeccato il quotidiano sudcoreano? La fonte citata è uno dei collaboratori dell’ex presidente di Seul Kim Dae-jung, tale Chang Song-min. Quest’ultimo si dice certo che il leader nordcoreano sia “in coma, ma che non sia ancora morto: la successione non è stata ancora completata, quindi Kim Yo-jong viene portata alla ribalta perché non ci può essere un vuoto di potere prolungato”. E poi “nessun leader nordcoreano affiderebbe alcuno dei suoi poteri a un’altra persona a meno che non sia troppo malato per governare o non sia stato rimosso con un colpo di stato”.

Occhio al colpo di teatro

A riguardo, lo scorso venerdì il Nis, l’intelligence della Corea del Sud, aveva fatto trapelare la notizia del passaggio di alcuni poteri da Kim Jong-un alla sorella. Decisione presa per “alleviare lo stress” del leader nordcoreano. Gli stessi servizi segreti non hanno però parlato di problemi di salute. Tuttavia Kim Yo-jong, secondo l’agenzia di stampa sudcoreana Yonhap, sarebbe adesso a capo “degli affari generali dello Stato sulla base della delega” affidatale. Tutto molto interessante, ma obiettivamente nessuno sembra avere prove riguardo al presunto coma di Kim Jong-un. Il “brillante compagno”, dato per spacciato a ogni piè sospinto, ci ha abituato a ricomparire d’un tratto nei media della Corea del Nord. Quindi anche stavolta nulla è più saggio della cautela, perché l’ennesimo colpo di teatro è dietro l’angolo.

Eugenio Palazzini

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