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Roma, 14 ott – Gli chiedono di togliere la catenina con la croce durante la posa per la foto di classe, mentre ad altri studenti viene concesso di tenere simboli religiosi non cristiani. E’ successo in un liceo nella civile e inclusiva Svezia, come ha riferito il quotidiano cristiano norvegese Dagen. 

I fatti

«Indossavo un maglione viola con un colletto, la mia croce era appesa all’esterno. Avevo una catenina piuttosto lunga e una croce di metallo con sopra Gesù», ha spiegato il ragazzo alla testata giornalistica. Il protagonista della vicenda, che ha voluto rimanere anonimo, ha raccontato che la fotografa le aveva chiesto di togliere il crocifisso sostenendo che sarebbe risultato offensivo per gli studenti di altre confessioni religiose. Pur rimanendo sconcertato dalla richiesta, il 15enne aveva obbedito riponendo in tasca la croce. «Non sono il tipo a cui piace litigare – racconta – Le ho solo lanciato uno sguardo significativo, in modo che lei capisse che pensavo fosse strano». Strano, sì, e decisamente poco imparziale: «So che chi porta il velo non doveva toglierselo. Naturalmente, non desidero che ciò accada. Ma se io vengo costretto a togliermi la croce, allora lo stesso dovrebbe valere per tutti gli altri simboli religiosi», chiosa il ragazzo, che assieme alla famiglia è fedele praticante nella Chiesa di Svezia. «Tutti in classe sanno che sono cristiano, e lo accettano senza problemi». L’unica ad offendersi, quindi, era stata proprio la fotografa.

Libertà religiosa per chi?

Lo spiacevole fatto è stato segnalato al Difensore civico per la discriminazione (DO) e al Difensore civico dei bambini e degli alunni (BEO). «Può sembrare una sciocchezza. Ma alla fine questi episodi ci fanno riflettere su che tipo di società vogliamo e quanto valga la nostra libertà religiosa. Un episodio come questo diventa serio e una questione di principio», ha puntualizzato il padre del ragazzo. «Non si tratta di nutrire rancore verso la scuola, ma è importante reagire all’intolleranza che esiste nei confronti dei bambini e dei giovani cristiani». Cosa sarebbe successo se uno dei fotografi avesse chiesto a una ragazza musulmana di togliere il velo o a un giovane ebreo di nascondere la stella di David? «Sarebbe stato considerato un terribile abuso. Ma quando il soggetto del discorso è un simbolo cristiano, di colpo non sembra più così grave», accusa il padre. Il preside della scuola si è dissociato dall’episodio e ha ammesso l’errore della fotografa.

Cristina Gauri

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4 Commenti

  1. Male ha fatto quel ragazzo a togliersela! La cosa però non mi sorprende. Conosco la Svezia. Ci sono stato molte volte per lavoro e vi posso assicurare che a forza di “democrazia” e di “neutralità” la Svezia è abitata da un popolo tremebondo che non ha più il coraggio di ribellarsi a niente salvo darsi le martellate sulla propria testa in un osceno perpetrarsi di autocritica. Vedere periferie di intere città (ma a volte anche i centri) nelle mani di bande afghane, pakistane e altre etnie è un qualcosa che grida vendetta ma fa ancora più rabbia l’inerzia degli svedesi e del loro governo. Sono stato a Goeteborg nel 1993 ed era una città vivace di giorno e tranquilla di sera e di notte. Vi sono ritornato nel 2003, 2005, 2008, 2011, 2017 e 2019 ma di sera e di notte ci sono pochissimi svedesi in giro. Ci sono bande straniere ovunque, ad ogni angolo dove è consigliabile non incrociare mai il loro sguardo. Girare alla larga e con passo veloce. Spaccio e degrado ovunque. La stessa cosa vale anche per città minori come Skelleftea (circa 40.000 abitanti) nel nord del paese, oppure Lulea, Umea, Uppsala ecc. Per non parlare di Malmoe dove interi quartieri sono off-limits e dove il servizio postale e la raccolta dei rifiuti arriva solo con l’accompagnamento dei mezzi anti-sommossa della polizia. Le donne poi sono una preda gustosa per queste bande che si dedicano spesso e volentieri allo stupro e del quale ormai anche la stampa parla poco o niente. Dopo il Sudafrica la Svezia è il secondo paese al mondo per stupri in base al rapporto abitanti-vittime.
    Va un tantino meglio in Finlandia e in Norvegia ma anche lì non c’è da stare allegri.
    La Scandinavia è una società dove fin da bambini si impara ad essere agnelli ma nessuno insegna come ci si fa a difendere quando arrivano i lupi.

  2. La vittima abbozza, limitandosi a lanciare un temibile “sguardo significativo”, il preside si è dissociato dall’episodio e ha ammesso l’errore della fotografa… E ancora una volta gli intolleranti della tolleranza a senso unico l’hanno avuta vinta! Nun ce só più li vikinghi de nà vorta! Che tristezza! Che europa che si sta delineando!

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