Roma, 22 mag – Negli ultimi anni in Tanzania sono stati scoperti enormi giacimenti di gas naturale e il governo non vuole solo estrarlo, ma anche trasformarlo in gas naturale liquido per poterlo esportare. Una strategia che sta già dando importanti risultati, perché non solo i più importanti colossi del settore stanno negoziando con il governo di Dodoma per sfruttare questi giacimenti, ma l’esecutivo tanzaniano è riuscito a raggiungere un accordo con diverse società per attirare investimenti per 30 miliardi di dollari finalizzati alla costruzione di un importante impianto di liquefazione. Una volta ultimato, l’impianto consentirà alla nazione di diventare un gigante dell’energia.

Così la Tanzania aumenta la produzione del gas

Per quanto riguarda le compagnie energetiche coinvolte in queste trattative, spiccano Shell, ExxonMobil, Equinor, Pavillon e Ophir. L’impianto di liquefazione sarà costruito nella regione di Lindi, situata nella Tanzania sudorientale. I giacimenti di gas sono invece nell’Oceano Indiano e le compagnie che provvederanno all’estrazione lo faranno in collaborazione con la Tanzania Petroleum Development Corporation, la quale ha ingaggiato lo studio legale britannico Baker Botts per avere assistenza legale nelle trattative.

La costruzione dell’impianto richiederà dai quattro i cinque anni e impiegherà cinquemila lavoratori, stesso numero che dovrebbe essere impiegato per la successiva gestione. Un aspetto importante di questo progetto è legato al fatto che parte del gas estratto verrà usato per produrre elettricità, di cui il Paese africano ha un grosso bisogno. Ciò si inserisce nel piano di Dodoma di aggiungere entro il 2025 diecimila megawatt di elettricità che serviranno a fornire energia a chi adesso ne è privo. Per quanto riguarda invece la parte di gas liquefatto che verrà esportata, si stima che dalla vendita il governo possa ricavare 4,3 miliardi di dollari, in aggiunta alle royalties e alle altre tasse legate all’estrazione.

Giuseppe De Santis

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