Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 6 set – L’anno scorso la Banca Mondiale ha stabilito che la Tanzania è entrata a fare parte del gruppo delle nazioni a medio reddito. L’obiettivo è stato raggiunto grazie principalmente a due fattori. In primis per gli investimenti infrastrutturali che rendono la Tanzania un tramite per tutti i Paesi senza sbocco sul mare. In secondo luogo per gli incentivi offerti per aggiungere valore ai minerali estratti e, soprattutto, ai prodotti agricoli e alimentari.



L’accordo con Riad per la carne della Tanzania

Il necessario passaggio successivo, specie per i secondi, è quello di creare opportunità di esportazione. Ecco perché va accolto positivamente l’accordo con cui l’Arabia Saudita inizerà a breve ad importare carne dalla Tanzania. Il raggiungimento dell’intesa è frutto di serrati incontri tra le delegazioni delle due nazioni, con i rappresentanti del governo di Dodoma che hanno mostrato alla delegazione di Riad tutto il settore legato alla trasformazione della carne. Una filiera che rispetta appieno gli standard richiesti dalle autorità saudite.

Black Brain

Leggi anche: La Tanzania “batte” il coronavirus: è la nazione africana che crescerà di più

L’accordo è particolarmente importante per la Tanzania. Il comparto delle carni – che include l’allevamento, la macellazione e la trasformazione – rappresenta infatti il 7,4% del suo Prodotto interno lordo. Da qui l’impegno dell’esecutivo a cercare nuovi sbocchi di mercato, non solo per guadagnare più valuta pregiata ma anche per offrire maggiori entrate agli allevatori. Garantendo ad essi una fonte di reddito sicura e stabile nel tempo, condizione necessaria per stimolare investimenti di medio-lungo termine.

Giuseppe De Santis

Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta