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Roma, 6 set — Rilancia Gaetano Scutellaro, il tabaccaio accusato di avere sottratto un gratta e vinci da 500mila euro a un’anziana e fermato a Fumicino mentre tentava di imbarcarsi per Fuerteventura: non solo ha raccontato ai carabinieri di aver depositato il tagliando vincente in una banca di Latina, affermando che il biglietto è suo, ma annuncia di controdenunciare per calunnia l’anziana che lo ha accusa di averglielo sottratto.



Il furto del gratta e vinci

Questa la storia raccontata dalla vittima: la donna si era presentata giovedì alla ricevitoria di via Materdei, a Napoli  per chiedere conferma della vincita. L’impiegato addetto al banco dei servizi lo aveva verificato attraverso la macchinetta validatrice, ma poi il titolare aveva detto di voler controllare personalmente il gratta e vinci. Poi si era lestamente infilato il biglietto vincente in tasca, aveva indossato il casco e si era allontanato con lo scooter. Una fuga priva di senso, perché in seguito alla denuncia il biglietto era stato immediatamente bloccato dai Monopoli di Stato.

Dichiarazioni senza senso

All’insensatezza della fuga si è poi aggiunta quella dell’espatrio: Scutellaro si è presentato al check-in esibendo i propri documenti, quelli con il nome segnalato a tutte le forze dell’ordine dello Stivale. All’atto del fermo i militari dell’Arma gli hanno notificato una denuncia a piede libero per furto, intimandogli di restituire il maltolto. E’ a quel punto che Scutellari, 57 anni, ha affermato di non averlo con sé. Affermazione confermata dalla perquisizione sia personale sia ai bagagli. Non solo: il tabaccaio avrebbe rincarato la dose arrivando addirittura a sostenere di essere lui la vittima del furto e di voler denunciare la povera vecchietta.

Ora l’Adm (l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) non solo ha annullato la validità dell’intero lotto di Gratta e Vinci del tagliando sparito, ma ha anche sospeso la licenza alla tabaccheria, Cche «dovrà dimostrare la sua completa estraneità», come puntualizzato dal direttore generale dell’Agenzia, Marcello Minenna. «Sappiamo qual è il tagliando grazie al fatto che il marito della tabaccaia, titolare della licenza, ha usato un telefonino per verificare per ben tre volte il biglietto fortunato. E’ stato, quindi, possibile risalire al cellulare e ai movimenti del telefonino e del suo proprietario fino a Fiumicino. C’è stata per questo un’importante collaborazione tra i carabinieri, l’ufficio investigazioni dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e la polizia di frontiera», spiega. «Da noi è tutto registrato, monitorato sui nostri sistemi informatici, per questo è importante che il Gioco sia legale. E’ stato così che abbiamo capito cosa stava succedendo».

Nel frattempo è previsto un sopralluogo presso un’agenzia bancaria di Latina a cui sembra che Scutellaro si sia rivolto nella giornata di venerdì, aprendo un conto corrente e stipulando anche una polizza assicurativa. Gli inquirenti stanno verificando se effettivamente il gratta e vinci sia effettivamente custodito lì.

Cristina Gauri

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