Roma, 17 mar – Nessuna strage di civili nel teatro di Mariupol: il bunker antiaereo sotto la struttura bombardata ieri avrebbe resistito e dall’interno sono uscite incolumi le persone al riparo. Ad annunciarlo il parlamentare ucraino Sergiy Taruta con un post su Facebook. A confermarlo anche la Reuters, che però cita fonti che non assicurano che non ci siano comunque vittime. Una buona notizia in ogni caso, dopo che i principali quotidiani internazionali – compresi i nostri – hanno titolato in prima pagina con il massacro di civili ad opera dei russi. I quali peraltro negano un loro coinvolgimento nell’attacco al teatro, accusando il battaglione Azov ucraino.

Teatro di Mariupol bombardato: nessuna strage di civili, “erano al riparo nel bunker”

“Dopo una notte all’oscuro, al mattino del 22esimo giorno di guerra finalmente una buona notizia da Mariupol: il bunker ha tenuto, la gente esce fuori viva“, ha scritto Taruta. Ieri le autorità ucraine hanno accusato la Russia di aver attaccato un teatro al centro di Mariupol, nel quale si erano rifugiate oltre mille persone. Oggi poi il Regno Unito ha alzato il tiro accusando Mosca di “crimine di guerra”. Quanto accaduto nel teatro di Mariupol “sembrerebbe un attacco deliberato contro un obiettivo civile” frutto di un bombardamento aereo russo. A lanciare l’accusa James Cleverly, numero 2 del ministero degli Esteri britannico. Secondo Londra, si sarebbe trattato dunque di “un’evidente violazione del diritto internazionale”.

Il rimpallo di accuse tra Mosca e Kiev

Al di là del rimpallo di accuse tra Russia e Ucraina – tipico della propaganda bellica – due sono i dati di fatto. Il teatro è stato distrutto, nonostante presentasse nei cortili esterni le scritte “bambini” ben visibili dall’alto. Tuttavia non c’è stata alcuna strage di civili, perché erano al riparo nel bunker, che ha resistito al bombardamento. Prima che arrivasse la notizia del parlamentare ucraino Taruta, anche l’Ong Human Rights Watch aveva espresso dubbi circa il presunto massacro. Questo perché non poteva escludere che i civili avessero lasciato il teatro prima dell’attacco. Invece erano ancora lì, ma al riparo.

Ludovica Colli

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