Roma, 17 mar – Buon compleanno, Italia. Un compleanno che si ripete da 161 anni, da quando in quel 17 marzo 1861 si riunì il primo parlamento del nuovo Regno, espressione di una Nazione millenaria, a lungo oppressa e divisa. Un parlamento, si mettano il cuore in pace i distruttori, composto da rappresentanti di tutta la Nazione. Non da avidi piemontesi colonizzatori, ma da siciliani quanto napoletani, lombardi, toscani e sì, ovviamente anche appartenenti al vecchio Regno di Sardegna. Quella Nazione che oggi lotta con i suoi demoni interni, che ha poca o nessuna voglia di sopravvivere. In ogni modo va sempre stimolata, nella speranza di riprendere la strada della vita, abbandonando quella dell’eutanasia, imboccata ormai troppo tempo.

Buon compleanno Italia, da chi ti ama e da chi si spera un giorno ti amerà

Auguri alla penisola, allo stivale, alla tradizione culturale più profonda che la storia umana possa testimoniare insieme a poche, pochissime altre (mi vengono in mente la Cina, la Grecia e l’Egitto che possano aver lasciato una traccia della stessa fatta). Buon compleanno, Italia martoriata, Italia depressa e demoralizzata, Italia indifferente. Affinché un giorno questi nichilismi dello spirito si diradino, cessino di dilaniare la tua anima. Affinché si recuperi proprio quella di chi ha fatto la tua storia e ti ha amato sinceramente, da Cavour a Mazzini, a Giolitti, a Mussolini, Mattei, Craxi e tutti coloro, con i loro numerosi pregi e anche difetti, hanno pensato a te, a noi, in modo genuino, propositivo, ambizioso.

Affinché superi ciò  che polemicamente chiamo il “patriottismo della raccolta differenziata”, ovvero il penoso tentativo del Feudo culturale che domina questa Nazione di non rendere troppo evidente il suo odio per essa. E che quindi, ogni tanto, per sbaglio, è costretto quasi a parlare a casaccio di “amor di Patria”, come fece Corrado Augias di recente, tentando penosamente di distinguerlo dal nazionalismo. Un amor di patria che però si concreta sostanzialmente nel nulla. Al massimo nel subire le tragedie, naturali o pandemiche che siano (terremoti, covid e quant’altro). O se proprio vogliamo trovare uno stimolo per muoverci, nel rispettare le regole civiche o dividere correttamente i rifiuti per lo smaltimento. Appunto, il “patriottismo della raccolta differenziata”.

Mai uno spunto, mai una voglia di esistere, di vivere, di urlare, di lasciare una traccia nel mondo, di contribuire anche e soprattutto a un suo miglioramento. Di esprimere verso l’altro, di proporre, di ambire. Soltanto passività. Quella che prima della tragedia della seconda guerra mondiale era del tutto minoritaria e addirittura ghettizzata, oggi domina, nella sua folle corsa distruttrice.

Il trauma da cui non ci siamo mai ripresi

Il compleanno dell’Italia è ignorato, non festeggiato in un Paese che celebra le sue miserie e ignora i suoi onori. Eppure i suoi onori sono stati tanti e potrebbero essere moltissimi anche in futuro, se solo si comprendessero le potenzialità di questo luogo, di questa terra, di questo popolo. Come disse Ernesto Galli Della Loggia, qualche tempo fa in televisione, ospite dell’anti-italianità personificata, proprio l’Augias prima citato, affermava: “Se Cavour e Mazzini avessero visto cosa ha prodotto l’Italia nella sua storia unitaria, avrebbero stappato lo spumante”.

Ed è vero. Non abbiamo idea di cosa siamo capaci di fare, nonostante lo abbiamo già fatto e qualche volta – nella depressione generale – continuiamo a farlo. Non abbiamo idea di cosa vogliano dire le imprese di Giuseppe Garibaldi, di cosa sia il pensiero di Giuseppe Mazzini, di cosa rappresenti il realismo politico di Giovanni Giolitti, la carica romantica di Enrico Toti o l’avventurosa audacia di quell’ “aviatore mattacchione” di Ercole Ercole. Non percepiamo, non ci rendiamo conto della carica rivoluzionaria di Benito Mussolini o di Gabriele D’Annunzio, della lucida interpretazione dell’essere di Luigi Pirandello, della carica ottimistica di Enrico Mattei, del genio imprenditoriale e umano di Adriano Olivetti, le idee economiche di Federico Caffé, del coraggio politico di Bettino Craxi, l’ultimo protagonista di un sussulto patriottico che non può non rimanere nella memoria di chi ami davvero questa terra.

Non ci rendiamo conto di aver scritto la storia in modo decisivo almeno tre o quattro volte nel secolo e mezzo di Unità. Dalla Vittoria nella Grande Guerra, alla creazione di un modello socio-economico (quello degli anni Trenta) che è stato di riferimento per mezza Europa occidentale e perfino per gli Stati Uniti, che al tempo della presidenza Roosevelt tentarono di imitare. Per giungere allo splendore potente del cosiddetto Made in Italy. E di invenzioni (come l’informatica) che non abbiamo sviluppato anche per la scarsissima fiducia in noi stessi.

Non lo sappiamo. Non lo percepiamo. Non siamo formati ed educati a percepirlo. Eppure c’è, c’è sempre stato. Dobbiamo ritrovarlo. Dopo quel trauma terribile, drammatico, sanguinoso di quel settembre 1943. Di cui forse è meglio neanche citare, per l’ennesima volta, il tragico giorno. Quello che ti ha distrutto la mente, il cuore, l’anima. Proviamoci. Fino alla fine. Buon compleanno, Italia. Sempre.

Stelio Fergola

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3 Commenti

  1. L’ Insufficienza della Democrazia e il NWO dei Luciferini…

    “Il 13 febbraio 1923, il Gran Consiglio del Partito nazionale fascista dichiarava l’incompatibilità fra iscrizione al Pnf e alla massoneria.”
    ( Avvenire.it)

    “il 26 novembre 1925, la Massoneria fu messa al bando per legge dal fascismo…. La guerra senza quartiere dichiarata da Benito Mussolini alla Massoneria, fin da prima di conquistare il potere, addirittura dal congresso di Ancona del 1914, quando si adoperò alacremente per fare espellere gli iscritti dal Partito Socialista, culminò il 26 novembre 1925 nella legge, la n. 2029, che di fatto mirava a impedire ai fratelli l’accesso a cariche pubbliche.”
    (grandeoriente,it)

    Ma state scherzando!… state facendo blasfemia… assimilare il Duce a tutti ‘sti Massoni Luciferini citati sopra!… precursori del nuovo ordine mondiale e dell’avvento dell’era dell’acquario…

    Se ci fosse ancora Lui l’avrebbe già scancellati Tutti!… ah ah

    Buona Lettura:

    https://telegra.ph/La-Signora-della-Vita-Eterna-03-17

    By Manlio Amelio…

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