Roma, 14 ott – Richard Huckle, uno dei più noti e spietati pedofili della storia della Gran Bretagna, è stato ucciso a coltellate in un carcere inglese dello Yorkshire. L’uomo, 33enne, secondo l’accusa aveva abusato di circa 200 bambini tra i sei mesi e i 12 anni. Nel 2016 fu condannato a ben 22 ergastoli con una pena minima di 25 anni prima di poter, eventualmente, presentare una domanda di libertà vigilata. Huckle è stato riconosciuto colpevole di moltissimi abusi compiuti nei confronti di bambini, anche piccolissimi, nel Sud-est asiatico. Violenze indicibili commesse in particolare in Malaysia, dove l’orco ha vissuto per lungo tempo celandosi dietro le vesti di missionario protestante e insegnante.

Il registro degli orrori

In un primo tempo il pedofilo venne indagato dalla polizia australiana e poi, una volta rientrato nel Regno Unito, dagli investigatori britannici. E’ stato riconosciuto colpevole di 71 stupri e abusi ma secondo il Guardian sarebbe stato trovato un registro in cui Huckle si assegnava punti per diversi tipi di violenze su 191 bambini e bambine. Il catalogo degli orrori risalirebbe a quando il pedofilo aveva 19 anni e viveva in Asia. Stando a quanto riferito dagli inquirenti “teneva diligentemente conto dei nomi in un quaderno, scrivendo nel dettaglio cosa aveva fatto a ognuno di loro, e poi condivideva il materiale anche in rete”.

Il Guardian riporta inoltre le dichiarazioni di un portavoce del Servizio penitenziario: “Il prigioniero Richard Huckle è morto il 13 ottobre, nel carcere di massima sicurezza di Full Sutton. Sarebbe inappropriato commentare ulteriormente mentre è in corso un’indagine di polizia”. Huckle venne arrestato quando aveva 30 anni, dunque 11 anni dopo la gran parte delle violenze da lui compiute. Emblematiche le parole che gli rivolse il giudice Peter Rook QC: “Il tuo comportamento offensivo si è radicato nella tua vita di tutti i giorni. La tua vita ruotava attorno alle tue attività sessuali con i bambini piccoli. Non conosci limiti”.

Eugenio Palazzini

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