Roma, 21 set – A pochi giorni dalle elezioni politiche, è utile documentare i numeri riguardanti gli sbarchi di immigrati. Abbiamo già presentato le proposte dei partiti sull’immigrazione per far fronte a questa emergenza ormai diventata insostenibile sia economicamente sia socialmente.

Sbarchi di immigrati aumentati del 992 per cento

Dal primo gennaio al 17 settembre, sono stati 67.917 gli immigrati sbarcati nei porti italiani. Nello stesso periodo del 2019, gli sbarchi si attestarono a 6.220. Ciò significa un aumento del 992 per cento. Grazie ai Decreti Sicurezza, ai più ingenti finanziamenti alla Guardia costiera libica e alla non concessione alle navi delle Ong delle autorizzazioni allo sbarco degli immigrati (unito al divieto di utilizzare i porti italiani per le attività logistiche), il governo gialloverde riuscì a contenere l’invasione. Ciò significa che basta la volontà della politica per fermare l’invasione di immigrati.

Nel 2022, le prime tre nazionalità dichiarate dagli immigrati al momento dello sbarco sono state quella tunisina (14.214 immigrati), quella egiziana (12.710 immigrati) e quella bengalese (10.035 immigrati). Ciò dimostra che la stragrande maggioranza degli immigrati non scappa né da Paesi in Guerra né da Paesi destabilizzati. Infatti, nel 2021, solo il 28 per cento dei richiedenti asilo ha ottenuto lo status di rifugiato e la protezione sussidiaria. Il 14 per cento, invece, è stato graziato dalla protezione speciale (ex protezione umanitaria), anomalia solo italiana che è stata reintrodotta dal governo giallorosso. Nel 2022, gli sbarchi di “migranti minori non accompagnati”, per i quali è diventato pressoché impossibile stabilire la reale età dopo l’introduzione nel 2017 della Legge Zampa voluta dal Partito Democratico, sono stati 7.266, l’11 per cento del totale.

I traghettamenti delle navi delle Ong

Grazie al governo giallorosso prima e poi al governo Draghi, le Ong si sono assicurate nuovamente il subappalto dei porti italiani dopo la fine di ogni tipo di restrizione e di fermo amministrativo. Dal primo gennaio al 17 settembre del 2022, sono stati 9.867 gli immigrati traghettati in Italia dalle sedicenti navi umanitarie. Nello stesso periodo del 2021, furono 5.546. Quindi, si è verificato un aumento del 78 per cento.

Anche in proporzione al numero totale degli immigrati sbarcati in Italia, i traghettamenti delle navi delle Ong sono aumentati, passando dal 13 per cento del 2021 al 15 cento del 2022.

I minori a bordo delle navi delle Ong

Come abbiamo documento anche in precedenza, i conti dei minori traghettati in Italia dalle navi delle Ong non tornano se confrontati con i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom) sugli sbarchi degli immigrati nei porti della Libia dopo il salvataggio della Guardia costiera libica. Dal primo gennaio al 17 settembre del 2022, i minori a bordo delle sedicenti navi umanitarie sono stati il 26 per cento del totale, mentre quelli salvati dalla Guardia costiera libica sono stati il 3 per cento del totale.

Una simile differenza tra le percentuali dei minori suona come arma usata dalle Ong per forzare l’autorizzazione allo sbarco in Italia e ammansire l’opinione pubblica. Basta poi assistere a uno sbarco per capire che quei numeri difficilmente sono quelli reali. Come documentato dall’Iom, ci sono barconi di immigrati stipati interamente da uomini adulti.

L’effetto magnete delle navi delle Ong

Come già documentato da due direttori di Frontex (Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera) e da un rapporto del ministero dell’Interno tedesco in cui venivano rintracciata una correlazione tra le partenze dei barconi e la presenza delle navi delle Ong davanti alle coste libiche, le sedicenti navi umanitarie stimolano il pull factor, ovvero quell’effetto magnete che spinge gli immigrati a imbarcarsi sui barconi della morte predisposti dai trafficanti. Le partenze degli immigrati avvengono quasi esclusivamente quando le navi delle Ong si trovano davanti alla Libia. Per verificare questa corrispondenza, basta incrociare le date dei trasbordi delle Ong con quelle dei salvataggi della Guardia costiera libica. Nel luglio scorso, 24 operazioni della Guardia costiera libica su 26 sono avvenute quando le navi delle Ong erano presenti davanti alla Libia. Ad agosto, 25 salvataggi delle motovedette libiche su 27 sono stati portati a termine in corrispondenza con la presenza delle sedicenti navi umanitarie. Questo vale anche per i mesi invernali quando le partenze di barconi dalla Libia sono più sporadiche: tutte le partenze del dicembre 2021, del gennaio e del febbraio 2022, sono avvenute quando le navi delle Ong navigavano davanti alle coste libiche. Nel 2022, solo 9 salvataggi della Guardia costiera libica sono avvenuti quando le sedicenti navi umanitarie non era presenti davanti alla Libia.

Francesca Totolo

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1 commento

  1. Messaggio agli immigrati.
    Avete sentito Bergoglio?
    Siete arrivati in un paese sotto l’incubo di una guerra nucleare.
    Se state cercando un futuro migliore avete sbagliato approdo.

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