Le attività locali sono in grave difficoltà ancora prima delle chiusure per via dell’emergenza sanitaria. Infatti, da anni è in atto una progressiva desertificazione delle piccole attività dei centri storici. Le ragioni sono tante, ma a pesare è soprattutto la concorrenza dei grandi centri commerciali che ospitano grandi catene e brand internazionali. Cadono come birilli attività commerciali ma anche bar, ristoranti, alberghi, botteghe storiche. Gli affitti e i contratti di locazione molto cari per il centro storico rendono proibitivo per tante imprese resistere. I centri commerciali attraggono più pubblico rubandolo dal centro storico dove le poche attività rimaste spesso non riescono a sopperire alla domanda di beni e servizi e quindi ancor di più si fa riferimento ai centri commerciali.

Come promuovere le piccole attività locali

Ci sono però diversi modi che una piccola realtà ha per resistere, partendo con il rapporto di fiducia con il pubblico. Per una piccola attività diventa fondamentale diversificarsi e proporre sul mercato un prodotto di nicchia. La clientela è ben disposta a pagare per un bene o un servizio se questo è di qualità, capace di distinguersi. Ma non è tutto: chi ha un piccolo negozietto deve rimboccarsi le maniche e attirare cittadini in primis e turisti poi in centro storico. Eventi, serate tematiche, concerti, unioni di commercianti e simili – anche sostituendosi agli enti locali come Comuni e Regioni – sono tutte ottime idee per far pubblicità e PR. Si può fare promozione e pubblicità: sul web, alla radio, sui giornali locali. Un altro modo è sfruttare i prodotti di esposizione pubblicitaria come portadepliant ed espositori da parete. Quando si parla di piccole attività del centro storico non bisogna dimenticare l’importanza di mezzi pubblicitari più tradizionali che garantiscono buoni risultati se inseriti in una strategia ben studiata e multicanale.

I rischi di un centro storico deserto

Questo progressivo impoverimento delle attività commerciali comportano diversi problemi come lo spopolamento del centro in favore dei rioni e dei borghi periferici. Resistono solo i negozi per turisti, dove ci sono, e si va a perdere il tessuto sociale. I rapporti che si creno semplicemente passeggiando tra le vie del centro sono un ricordo degli anni 50 e 60. Ad andare persi sono anche le specificità del territorio. Spesso capita che una città raccolga, per motivi storici, delle attività specializzate in un determinato settore. I cosiddetti distretti industriali e artigianali stanno scomparendo, privando il Belpaese di una delle sue eccellenze. Alcuni esempi possono esser la carta a Fabriano, il vetro soffiato a Murano e Burano, le piastrelle in ceramiche a Imola, la liuteria a Cremona. 

La perdita di attrattività del centro storico provoca altri effetti a catena, a partire da quello sul settore turistico e culturale di cui, come si dice sempre, il sistema Italia potrebbe vivere. Uscire in automobile per andare al centro commerciale rischia poi di usare altri danni a livello ambientale che non vanno sottovalutati al giorno d’oggi.

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1 commento

  1. C’è solo una strada… detassazione totale come ai contadini abusivi ma onesti dell’ est europeo!!
    Chiudere le mungitrici infami di paese. Lo chiamino pure populismo se ne hanno il coraggio…

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