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Educazione sessuale online: perché servono fonti chiare, accessibili e senza tabù

by La Redazione
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Nel 2026 il web è tra le principali fonti di informazione soprattutto per i più giovani che spesso usano i motori di ricerca e i social anche per quesiti di salute, per timore di essere giudicati. Nonostante le informazioni non manchino, c’è da dire che trovare le fonti corrette tra forum, account di influencer, blog personali e post virali non è facile.

Proprio per questo nascono portali come Mettiche.it che cercano di occupare lo spazio dell’informazione sulla contraccezione e sul benessere sessuale con un linguaggio accessibile, evitando tabù.

Sapere come trovare le informazioni giuste online

Nonostante le nuove generazioni siano nate con lo smartphone in mano, spesso non sono agili nell’individuare le fonti attendibili nel web. Quando si fa una domanda online ci si può trovare davanti a fonti giornalistiche accreditate, testi scritti da medici o farmacisti ma anche contenuti creati da copywriter che non padroneggiano la materia e potrebbero pubblicare inesattezze. Nonostante Google EEAT e altri metodi dei motori di ricerca cerchino di intervenire, sono le persone stesse che devono agire nella propria tutela.

Il punto non è demonizzare internet ma promuovere un uso consapevole delle risorse, documentandosi in modo adeguato e imparando a conoscere i siti sicuri da quelli incerti ma soprattutto ricordare quanto sia importante rivolgersi al medico di famiglia, a uno specialista, a un farmacista di fiducia o a un consultorio.

Il vuoto dell’educazione sessuale colmato da internet

In Italia l’educazione sessuale nelle scuole non è obbligatoria per legge e per questo non ci sono programmi nazionali strutturati; ci sono alcune scuole virtuose, alcuni insegnanti che ci credono e creano qualche progetto pilota ma nella stragrande maggioranza dei casi, adolescenti e giovani adulti costruiscono la propria conoscenza su contraccezione, salute riproduttiva e sessualità attraverso canali informali.

Sessualità e tabù

L’espressione è diventata un po’ inflazionata, va detto. Ogni cosa che riguarda il sesso si definisce “senza tabù” quasi per default, anche quando poi il contenuto è pieno di pudori impliciti, di eufemismi, di informazioni omesse perché scomode o perché potrebbero urtare qualcuno.

Un’informazione davvero libera è quella che tratta i temi in modo diretto senza presupporre che chi legge debba vergognarsi di chiedere. È quella che risponde a domande reali, incluse quelle imbarazzanti e che sembrano ovvie, con precisione e senza giudizio.

C’è una differenza enorme tra un contenuto che informa e uno che giudica mentre approfondisce e si percepisce nella scelta delle parole, nel tono, in cosa si decide di spiegare e cosa si dà per scontato.

Cercare informazioni sulla propria salute sessuale è l’inizio di un processo che, a seconda della qualità delle fonti trovate, può portare a scelte più consapevoli.

Per questo la qualità dell’informazione disponibile online non è una questione secondaria. È parte di un discorso più ampio su come la società tratta la sessualità, quanto spazio lascia alle domande difficili, quanto rende accessibili le risposte.

Come sempre, per dubbi specifici o situazioni particolari, il confronto con un medico o uno specialista resta il riferimento più affidabile. Ma avere una buona base di partenza non guasta.

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