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Roma, 1 dic – A Natale tutto chiuso per 20 giorni, con un blocco totale anti-contagio. Il governo giallofucsia non intende concedere deroghe per le festività natalizie. Né sul coprifuoco né sugli spostamenti, che saranno vietati anche in caso di regioni verdi. In arrivo anche una ulteriore stretta anti-vacanze sulla neve, con la chiusura degli impianti sciistici imposta durante il blocco natalizio. A questo si aggiunge la quarantena per chi arriva dall’estero. Insomma, l’obiettivo è una serrata generale per blindare l’Italia fino al 10 gennaio. E’ con queste premesse che oggi il governo incontrerà le Regioni per trovare la quadra in vista del prossimo Dpcm, che il premier Giuseppe Conte dovrebbe firmare giovedì 3 dicembre. Il decreto in vigore infatti scadrà in quella data.



A Natale blocco totale, respinte le richieste delle Regioni

Appare già evidente, quindi, che la proposta di mediazione con cui Veneto, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Province autonome di Bolzano e Trento volevano provare a salvare il turismo sulla neve sarà respinta da Palazzo Chigi. I governatori delle regioni interessate proponevano la possibilità di aprire gli impianti di risalita delle piste da sci per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Questo perché “il pendolarismo può essere un problema in certe giornate”. Ma il governo ha detto no, perché non ci sarà alcun pendolarismo. Infatti nel blocco 20 dicembre-10 gennaio sarà vietato ogni spostamento.

Quarantena per chi rientra dall’estero

La quarantena per chi rientra dall’estero è una misura che serve a contenere eventuali contagi di importazione di italiani che sono andati a sciare nelle vicine Austria e Svizzera, che terranno aperti gli impianti. In tal senso i governatori chiedono che i confini siano chiusi per evitare che gli italiani si rivolgano alla concorrenza straniera. Il settore del turismo invernale andrà risarcito con i cosiddetti ristori perché con il blocco in coincidenza delle vacanze natalizie determinerà perdite notevoli.

Cenone di Natale, vietato ricevere non conviventi

L’altro nodo è il cenone di Natale e i festeggiamenti vari. Con il coprifuoco confermato alle 22 gli italiani resteranno a casa, ma il governo giallofucsia teme che in occasione delle festività aumenteranno i rischi di contagio tra parenti non conviventi e in caso di assembramenti. Fermo restando che è improbabile che Conte detterà per decreto le condizioni del cenone di Natale, sarà fortemente raccomandato rispettare le restrizioni anti-contagio e “non ricevere parenti diverse dai conviventi“. In ogni caso veglioni di Capodanno e simili saranno vietati, sia in pubblico che a casa.

Adolfo Spezzaferro



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1 commento

  1. Che cose assurde ho letto. Sono malati di mente tutti quanti e non si sa a chi dare la colpa, se non al popolo che non si ribella… .L’opposizione è inutile come sempre “però è colpa degli altri . ..

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