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Roma, 26 feb – Il confronto Meloni-Gruber si è risolto un’altra volta in uno scontro frontale. Nella puntata di ieri sera di Otto e mezzo, la conduttrice di La7 e la leader di Fratelli d’Italia hanno battibeccato sul tema del momento: il coronavirus. Il dibattito si è acceso, in particolare, sul ruolo che l’Unione europea dovrebbe svolgere nel contenimento del contagio. Secondo la Meloni, infatti, Bruxelles sarebbe la «grande assente» in questa emergenza: «Ma vi pare normale – ha detto – che in un continente che ha la libera circolazione delle persone non ci sia un protocollo unico di fronte a un rischio epidemia o addirittura pandemia? È normale che noi applichiamo un tipo di protocollo e i nostri vicini un altro, quando abbiamo i confini aperti? Non era ragionevole invece che la Ue stabilisse un unico protocollo valido per tutte le nazioni europee? Guardate che io mi sento europeista», dice la Meloni evocando Charles de Gaulle.

L’ennesimo round Meloni-Gruber

«Sì, ma non può avere l’afflato europeista solo quando le fa comodo», ha quindi incalzato la Gruber. E la Meloni non ci sta: «Questa è una tesi vostra. Ho detto che la Ue deve essere utile sulle materie che contano. Io sono per una Europa confederale, che si occupi delle grandi materie. E invece abbiamo una Ue che, come soggetto unico, non esiste sulla Libia, sul coronavirus, sulla lotta al terrorismo e poi impone le dimensioni sul diametro della zucchina». Ma la Gruber insiste: «Le devo ricordare che lei, che è sovranista e nazionalista, mai tollererebbe che la politica estera italiana fosse nelle mani dell’Europa». La Meloni, ovviamente, non apprezza: «Non deve ricordare a me cosa penso io, scusi. Lo saprò io quello che voglio dire o deve dirlo lei? Sta dicendo una cosa sbagliata. Io da sempre chiedo che la Ue abbia una politica estera univoca».

Due pesi e due misure

Ma il match Meloni-Gruber non è finito qui. La conduttrice, infatti, poco dopo torna a farsi beffe della leader di Fdi: «Attendiamo di avere una Europa à la carte, ma mi pare difficilmente realizzabile», ironizza la Gruber. E la Meloni sbotta: «Cosa significa, scusi? Io sto dicendo una cosa seria. Davvero, soffro per queste chiose francamente prive di senso. L’Europa à la carte non l’ha chiesta nessuno. È uno slogan buono solo per fare propaganda». «Ho imparato da lei», incalza la Gruber. «Grazie, ma ha imparato male», la pronta risposta della Meloni. Che poi lamenta duramente il trattamento ricevuto: «Evitiamo di dire cose che non c’entrano niente con quello che sostengo. Sa, mi sono un po’ stufata di essere guardata dall’alto in basso. Gli altri ospiti non ricevono queste chiosette che si fanno sempre per me».

Vittoria Fiore

4 Commenti

  1. La UE è composta e supportata da idioti come Don Ferrante …..
    hanno letto molto ….. capito nulla .
    La SX, Gruber compresa , è composta da sapientoni/ignoranti . (ossìmoro, GrulloCattoKom è sul
    vocabolario ….)

    Don Ferrante, dall’ alto del suo sapere , negò l’ esistenza della peste ….. e morì …. di peste !!!!

    La UE se n’ è fregata del Virus ….. e la Gruber manco capisce l’ Ottimo Italiano parlato da Giorgia ( con accento romano … certo )

  2. Porco dio è diventato una noia mortale leggere una notizia senza impazzire dietro 200 pop up per favore organizzate la.pubblicità in altro modo

  3. Jdjdjdhsyehe , mi scusi , ha tutte le ragioni , ma la bestemmia NO …..

    e NON sono Cristiano ….. almeno della chiesuccia di sbergoglio …..

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