Roma, 26 lug – Diciamocelo francamente: Renato Brunetta non è affatto una persona simpatica. E il modo in cui di recente ha bullizzato un lavoratore ha suscitato un’ampia e sacrosanta indignazione. Ora, però, da carnefice Brunetta sta provando a passare per vittima sacrificale. Tutta colpa di lady Berlusconi, al secolo Marta Fascina, che è stata accusata di body shaming per aver dato a Brunetta del nano. «È una vita che io vengo violentato per la mia altezza, bassezza», è stato l’alto lamento del ministro della Pubblica amministrazione. «Mi dicono tappo o nano. E ho sofferto su questo e continuo a soffrire, non mi è passata ma ho le spalle larghe».

L’attacco ai poliziotti «panzoni»

Peccato però che, quando se ne è presentata l’occasione, anche Brunetta non ha esitato a praticare il body shaming, ossia a schernire una persona per il suo aspetto fisico. E, infatti, qualcuno si è ricordato di quando l’ormai ex Forza Italia se la prese con quelli che lui definì «poliziotti panzoni». Tant’è che ha ricominciato a girare un vecchio articolo della Stampa, datato 28 maggio 2009. Anche in quel periodo, quello del Berlusconi IV, Brunetta era ministro della Pubblica amministrazione. «Come non posso concordare sul fatto che bisogna mandare i poliziotti per le strade a garantire la sicurezza?», aveva esordito il ministro. Che poi aggiunse: «Certamente non è così facile dire “dalla scrivania alla strada”; non si può mandare in strada il poliziotto panzone che non ha fatto altro che il passacarte, perché lì se li mangiano».

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Brunetta e il body shaming

Una volta che si era alzato il polverone, il prode Brunetta fece subito marcia indietro: «Non volevo offendere nessuno, la mia era solo una constatazione scherzosa». Ma al tempo la cappa del politicamente corretto non era ancora soffocante come oggi, e il ministro provò timidamente a rilanciare: «Chi per tanti anni ha fatto il burocrate dietro una scrivania, è difficile faccia il poliziotto alla Starsky e Hutch per la strada». Insomma, «non dovevo dire panzoni, ma dicendo panzoni tutti mi hanno capito, tranne gli ipocriti». Vero, per carità, non saremo certo noi a fare le vecchie zie. Però, appunto, il ruolo di vittima sacrificale meglio metterlo da parte. Anche perché è un ruolo che non gli si addice per niente.

Elena Sempione

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  1. […] Una volta che si era alzato il polverone, il prode Brunetta fece subito marcia indietro: «Non volevo offendere nessuno, la mia era solo una constatazione scherzosa». Ma al tempo la cappa del politicamente corretto non era ancora soffocante come oggi, e il ministro provò timidamente a rilanciare: «Chi per tanti anni ha fatto il burocrate dietro una scrivania, è difficile faccia il poliziotto alla Starsky e Hutch per la strada». Insomma, «non dovevo dire panzoni, ma dicendo panzoni tutti mi hanno capito, tranne gli ipocriti». Vero, per carità, non saremo certo noi a fare le vecchie zie. Però, appunto, il ruolo di vittima sacrificale meglio metterlo da parte. Anche perché è un ruolo che non gli si addice per niente. Elena Sempione – Il Primato Nazionale […]

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