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Roma, 13 feb – Più che una pioggia di coriandoli nel mese di Carnevale, quella in atto nella maggioranza giallofucsia è una rissa senza esclusione di colpi. Gli iniziali malumori conditi da reciproci sguardi in cagnesco, si sono rapidamente trasformati in rotture totali sui temi cardine in agenda. E’ però la riforma della prescrizione ad aver generato uno scontro frontale tra Italia Viva e le altre forze di maggioranza. Proteste plateali, veti che neppure al Consiglio di sicurezza Onu, minacce di sfiducia ai ministri, lodi bocciati, accuse di tradimento e dulcis in fundo il Cdm che i renziani dovrebbero disertare.

Conte contro Renzi

Quest’ultima decisione ha fatto sbroccare il bilanciere del premier Giuseppe Conte, che ha così attaccato pesantemente Matteo Renzi: “Per quanto riguarda le ministre di Iv, non mi è stata fatta nessuna comunicazione ufficiale. Non sedersi al tavolo istituzionale quando si ha un incarico da ministro non sarebbe un fatto da trascurare, la riterrei un’assenza ingiustificata“, ha dichiarato il presidente del Consiglio a margine del 73esimo anniversario della fondazione dell’Ucid (Unione Cristiana imprenditori e dirigenti).

Credo che Iv debba darci un chiarimento, non al sottoscritto ma agli italiani“, ha incalzato Conte, giudicando “surreale, paradossale” l’atteggiamento di Italia Viva, che “ci si aspetterebbe da un partito di opposizione che fa un’opposizione aggressiva e anche un po’ maleducata”. Poi il premier ha sbottato: “Secondo voi è pensabile che un presidente del Consiglio che siede in una maggioranza si metta a cercarne un’altra? Questo non sono io”. A dirla tutta è già successo una volta, quindi mai dire mai.

Ma per Conte “i ricatti qui non sono accettati da nessuno”. Dunque che fare? Il governo tricefalo non trova una quadra che sia una, il presidente del Consiglio non sa che pesci prendere e si susseguono i battibecchi tra forze politiche che appaiono sempre meno compatibili. Gli scricchiolii sono evidenti e stridenti, ma di fronte alla burrasca resta una solida certezza, l’unica a non vacillare: sua maestà la poltrona.

Eugenio Palazzini

2 Commenti

  1. Signor Conte, gli italiani hanno abbondantemente capito e non hanno bisogno di giustificazioni.
    È lei che non ha ancora capito !

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